Bell punta sulla carne da laboratorio
Secondo l’azienda svizzera la carne da laboratorio raggiungerà una quota di mercato del 10% entro il 2030
Redazione
Bell punta sulla carne da laboratorio
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Bell amplia i suoi investimenti nella carne da laboratorio: inietterà altri 5 milioni di euro in Mosa Meat, una start up olandese che lavora nel campo della coltivazione di cellule bovine con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e le emissioni dovute all’allevamento tradizionale. Il finanziamento consentirà alla società di Maastricht di costruire un’unità produttiva e di sviluppare ulteriormente la sua tecnologia, affermano in un comunicato odierno i dirigenti del maggiore gruppo svizzero attivo nella lavorazione della carne. La produzione vera e propria potrebbe cominciare nel 2022, per poi attivarsi su larga scala tre anni più tardi.

Nel 2018 Bell - parte del conglomerato Coop - aveva già investito 2 milioni di euro in Mosa Meat per sostenere la ricerca e lo sviluppo dell’impresa, che nel 2013 aveva presentato il suo primo hamburger da laboratorio. Forte dei suoi 40 dipendenti, l’azienda olandese è ai vertici del settore a livello mondiale, si legge nella nota. Stando agli specialisti di Bell il consumo mondiale di carne crescerà del 3% all’anno sino al 2030 ed entro quella data la carne da laboratorio potrebbe raggiungere una quota di mercato del 10%.

L’idea alla base della carne da laboratorio è che l’allevamento tradizionale non può coprire tutto l’aumento della domanda. Inoltre produrre carne dalle cellule viene ritenuto molto più efficiente di allevare un animale per mangiarne una piccola porzione e scartare il resto. Sul fronte dei possibili problemi vi sono i costi di produzione, che si stimano non bassi, e l’accettazione da parte del pubblico, che non è scontata.

I tempi appaiono comunque cambiati dal 1869, quando Samuel Bell aprì una macelleria nel centro di Basilea, ponendo le basi di quello che oggi in Svizzera è diventato il gigante Bell. Già nel 1907 la società acquistò l’area sulla Elsässerstrasse, che è rimasta fino ad oggi la sede. Nel 1913 nacque il legame con il Verband Schweizerischer Konsumvereine (VSK), l’entità che diventerà poi Coop. Per vedere i primi passi all’estero bisogna invece attendere il 2008. Oggi l’azienda è una realtà presente in 15 paesi con 65 stabilimenti di produzione e oltre 12’000 dipendenti. Nel 2019 il gruppo, quotato alla Borsa svizzera, ha realizzato un fatturato di 4 miliardi di franchi e un utile di 50 milioni.

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