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Verso il voto: la caccia
Fabio Regazzi e Greta Gysin a confronto su un tema che scalda gli animi: agevolare l’abbattimento del lupo oppure no?
di Lara Sargenti

È dal 1986 che la legge sulla caccia non è sottoposta a revisioni. Da allora il contesto svizzero è cambiato: i grandi predatori, come lupi e orsi, allora assenti hanno fatto ritorno, portando con sé problematiche di gestione e di coabitazione con l’uomo. Il lupo in particolare è l’animale attorno a cui si è scatenato un infervorato dibattito. Non mancano infatti gli attacchi a pecore e capre da parte del predatore, provocando danni ai contadini. Da qui la necessità di aggiornare le norme vigenti e adattarle alla nuova realtà. Ma quando si parla di lupo e caccia il discorso diventa complesso e carico di emozioni. Così è stato anche durante il dibattito in Parlamento, quando si è trattato di approvare il nuovo testo legislativo. Ora sarà la popolazione svizzera a doversi esprimere alle urne il prossimo 27 settembre, dopo che le associazioni a protezione degli animali hanno lanciato con successo il referendum. Cosa cambia con la nuova legge sulla caccia? Quali animali sono toccati dalla revisione? Cosa è importante sapere quando non si sa nulla dell’arte venatoria? Lo abbiamo chiesto in un’intervista doppia a Fabio Regazzi (PPD), membro del comitato per il sì, e Greta Gysin (Verdi), membro del comitato per il no.

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Specie protette, specie cacciabili e specie protette regolabili
La legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (legge sulla caccia) contempla le specie di animali selvatici protette, quelle che possono essere cacciate e i periodi di protezione. Per cacciare un animale in Svizzera, quest’ultimo deve essere elencato nella legge come specie cacciabile (Art. 5). Tutti gli altri animali che non appartengono a una specie cacciabile sono protetti.

Attualmente la legge prevede che i Cantoni possono, previo consenso dell’Ufficio federale dell’ambiente, prevedere l’abbattimento di animali protetti “se necessario per la protezione del biotopo o per la conservazione della diversità della specie” (art. 7, cap 2). Gli animali di queste specie possono dunque essere cacciati se, ad esempio, nuocciono ad altre specie animali oppure causano grandi danni.

Con la revisione della legge il lupo, così come lo stambecco, vengono inseriti nella lista delle “specie protette regolabili”, ovvero gli animali resteranno protetti, ma le regole per il loro abbattimento saranno allentate. In particolare gli effettivi di un branco di lupi potranno essere regolati per prevenire danni al bestiame o in situazioni di pericolo per l’uomo. La competenza sulla regolazione degli effettivi spetterà ai Cantoni, ma le uccisioni sono subordinate a diverse condizioni. I Cantoni dovranno agire in modo “proporzionato” e non potranno intervenire su branchi che stanno lontani da greggi e villaggi. Possono invece abbattere singoli lupi se è dimostrato che un esemplare ha causato danni malgrado le misure di protezione delle greggi o se adotta un comportamento anomalo, per esempio pentrando in una stalla o addentrandosi senza timore in un insediamento. I Cantoni dovranno comunque rivolgersi all’Ufficio federale dell’ambiente per giustificare gli abbattimenti (oggi invece c’è bisogno il via libera da Berna) e come attualmente, le organizzazioni per la protezione della natura potranno ricorrere contro le decisioni dei Cantoni.

Foto Shutterstock
Foto Shutterstock

Il nuovo testo prevede anche modifiche per quanto riguarda la lista delle specie protette e cacciabili. In quelle protette sono per esempio state aggiunte 12 anatre selvatiche, mentre nella lista di quelle cacciabili le specie non indigene, come per esempio i daini, potranno essere cacciate tutto l’anno. Il periodo di protezione della beccaccia è stato inoltre prolungato (oggi è cacciabile da metà settembre fino a metà dicembre, in futuro da metà ottobre a metà dicembre).

Un’immagine della beccaccia. Foto Shutterstock
Un’immagine della beccaccia. Foto Shutterstock

Cos’altro prevede la nuova legge
La modifica legislativa ammette interventi solo sulle popolazioni di lupo e le colonie di stambecchi. Ma il Consiglio federale può decretare regolabili altre specie, ad esempio se le loro popolazioni dovessero crescere fortemente.

La nuova legge prevede inoltre un maggior impegno da parte dei contadini nel rafforzare le protezioni delle greggi. A differenza di oggi, i danni causati dal lupo saranno risarciti solo se le greggi sono protette da recinzioni o da cani di protezione.

Il nuovo testo legislativo contempla infine anche misure volte a migliorare la vita degli animali selvatici. Tra questi vi è per esempio la preservazione di 300 vie di collegamento dalle costruzioni. La Confederazione e i Cantoni intendono disporre presso strade e ferrovie, ponti o sottopassagi per gli animali in modo che i loro spazi vitali saranno collegati “in modo più razionale”.

Un corridoio faunistico presso Birchiwald/Berna (immagine: Martin Frick, TBA)
Un corridoio faunistico presso Birchiwald/Berna (immagine: Martin Frick, TBA)

Gli argomenti dei favorevoli
La revisione della Legge sulla caccia è stata approvata da una maggioranza in Parlamento composta da UDC, PPD, PLR e PBD. Secondo i favorevoli la revisione è necessaria visto che alcune popolazioni di specie protette sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi anni, portando all’aumento di conflitti con l’agricoltura, la selvicoltura e la pesca. “Gli agricoltori fanno il possibile per proteggere le loro greggi con pastori, recinzioni e cani da protezione. Tuttavia queste misure non bastano a limitare i danni in maniera soddisfacente” ritengono i sostenitori, secondo cui la nuova legge non mette in pericolo le specie protette, ma permette la loro regolazione.

Il nuovo testo legislativo gode del sostegno del Consiglio federale che lo giudica un “buon compresso svizzero”, ha sottolineato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga. Da un lato vi era infatti la richiesta di autorizzare la caccia al lupo, dall’altro si esigeva di non intervenire sugli effettivi. Con la revisione della legge si è trovata “una via di mezzo ragionevole”: il lupo resta protetto, ma gli effettivi potranno essere regolati.

Palazzo federale, Berna.. Foto Shutterstock
Palazzo federale, Berna.. Foto Shutterstock

Gli argomenti dei contrari
Per il comitato contrario - a cui aderiscono Verdi, PS, Verdi liberali (PLV), Partivo evangelico (PEV) e singoli esponenti del PLR - la revisione della legge va molto oltre l’obiettivo iniziale di una regolazione pragmatica delle popolazioni di lupo e ha portato a un risultato “sbilanciato”. Secondo i contrari in futuro si potrebbero uccidere animali protetti, ancor prima che abbiano arrecato un qualsiasi danno. Inoltre gli animali potrebbero essere abbattuti anche all’interno di siti di protezione della fauna selvatica.

Un altro aspetto controverso per il comitato contrario riguarda il fatto che il Consiglio federale potrebbe allungare la lista delle specie protette che possono essere abbattute “senza una votazione in Parlamento o una consultazione popolare”. Tra questi vengono citati il castoro, l’airone cenerino, la lince, la lontra e lo smergo maggiore, che sono già stati menzionati durante il dibattito parlamentare. Nell’ordinanza sulla caccia posta in consultazione fino al 9 settembre dal Consiglio federale, è stato per esempio inserito il cigno reale tra gli animali protetti regolabili.

Le organizzazioni ambientaliste e per la protezione degli animali hanno lanciato un referendum, che ha raccolto più delle 50mila firme necessarie. Il giorno della consegna delle firme (Berna, 13 gennaio). Foto: Daniel Rihs / Pro Natura
Le organizzazioni ambientaliste e per la protezione degli animali hanno lanciato un referendum, che ha raccolto più delle 50mila firme necessarie. Il giorno della consegna delle firme (Berna, 13 gennaio). Foto: Daniel Rihs / Pro Natura

La diffusione del lupo in Svizzera
Il predatore ha fatto ritorno in Svizzera nel 1995. Da allora gli esemplari sono cresciuti e oggi si contano 8 branchi disseminati in una dozzina di Cantoni, per un totale di circa 80 esemplari. Tra questi vi è anche il branco in Valle Morobbia, in Canton Ticino. La crescita della popolazione pone questioni sulla sua gestione visto che il lupo si ciba di pecore e capre, arrecando danni ad agricoltori e contadini (il predatore ne preda circa 300-500 all’anno). Da qui è nato il discorso su come gestire il lupo, tra chi lo ritiene un animale pericoloso ed è per il suo abbattimento e chi invece vuole proteggerlo.

Cartina elaborata dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)
Cartina elaborata dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)
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