Ucraina, cos’è successo oggi
Riassunto delle principali manovre militari e diplomatiche di questa caotica giornata che riporta la guerra nel Vecchio Continente
di daco
Ucraina, cos’è successo oggi

“Le circostanze richiedono un’azione decisa e immediata. Le repubbliche popolari del Donbass si sono rivolte alla Russia con una richiesta di aiuto. A questo proposito, ai sensi dell’articolo 51, parte 7, della Carta delle Nazioni Unite, con l’approvazione del Consiglio della Federazione russa e in applicazione dei trattati di amicizia e assistenza reciproca ratificati dall’Assemblea federale il 22 febbraio di quest’anno con la Repubblica popolare di Donetsk e la Repubblica popolare di Lugansk, ho deciso di condurre un’operazione militare speciale”. Il tono è solenne. D’altronde, la decisione è di quelle gravi: alle 6 locali di oggi (le 4 ora svizzera), il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato in tivù l’attacco all’Ucraina, alle 4 ora svizzera. “Chiunque tenti di crearci ostacoli e interferire, sappia che la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima”, ha minacciato Putin.

Si è così verificato lo scenario su cui gli esperti dibattevano da settimane: è la guerra. Questa volta è in Europa. Il motivo dichiarato per l’“operazione militare speciale” è proteggere i russofoni d’Ucraina, “vittima del bullismo e del genocidio di Kiev”.

Su più fronti
L’invasione avviene su larga scala: poche ore dopo l’attacco si sono avvertite forti esplosioni nelle città ucraine, da Kharvik a Mariupol, passando per Odessa e per la capitale Kiev. Secondo quanto riportato da guardie di frontiera ucraine, soldati di Mosca sono affluiti anche dalla Bielorussia. I militari hanno colpito anche infrastrutture e quartieri di civili. Azioni che sembrano contraddire le parole di Putin, che sostiene di non volere occupare l’Ucraina, ma solo di “smilitarizzare” il Paese.

Combattimenti anche a Chernobyl
Mosca non ha ancora fornito informazioni sul numero di vittime fra i suoi ranghi, ma a metà giornata, Kiev sosteneva di avere perso 40 militari e una decina di civili. Un aereo ucraino di trasporto militare è caduto nei pressi della capitale, forse abbattuto, uccidendo cinque persone. E i combattimenti avrebbero raggiunto persino il sito di Chernobyl, dove gli impianti di stoccaggio delle scorie sarebbero ancora intatti, ma a rischio. In serata l’esercito russo avrebbe conquistato l’area.

Zelensky promette battaglia, ma gli ucraini scappano
Il presidente ucraino Zelensky ha assicurato che l’Ucraina risponderà con fierezza all’attacco russo, promettendo armi “a tutti coloro che vorranno difendere il Paese, nelle piazze delle città”. Gli ucraini hanno però paura: mentre le bombe cadevano per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale su Kiev, i suoi cittadini, svegliati dalle esplosioni, già si rifugiavano nelle stazioni della metro e in migliaia provavano a scappare verso Ovest, bloccando il traffico.

Ancora sanzioni economiche
Le reazioni delle cancellerie mondiali non si sono fatte attendere. Via Twitter, il presidente americano Biden ha condannato l’attacco, promettendo sostegno all’Ucraina, senza però specificare come. In vista ci sono nuove sanzioni economiche contro la Russia, promesse anche da Boris Johnson e dal cancelliere tedesco Scholz, che ha parlato di un “giorno triste per l’Europa”. “L’Ue fornirà assistenza politica, finanziaria e umanitaria” all’Ucraina, hanno promesso da Bruxelles Ursula von der Leyen e Charles Michel.

Svizzera si allinea all’Ue e impone sanzioni
Punta sulle sanzioni economiche anche la Svizzera, che per bocca del presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha annunciato la ripresa di buona parte delle misure Ue contro la Russia, chiedendo il ritiro delle truppe.

Cina: “Non è stata un’invasione”
Pur invitando alla calma, la Cina, grande incognita di questa crisi, si è rifiutata di qualificare di “invasione” l’azione militare russa, definendo questo termine “tipicamente occidentale” e affermando che l’Ucraina e Taiwan restano due questioni separate.

Nato al momento esclude invio truppe in Ucraina
Mentre la Lituania, membro Nato, dichiarava lo stato d’emergenza dopo l’attacco russo, l’Alleanza atlantica ha messo in guardia Putin: se dovesse attaccare un suo Stato membro, questa sarebbe considerata un’aggressione alla Nato nel suo insieme. I leader dell’Alleanza si incontreranno domani in videoconferenza, ma un aumento delle difese nei suoi Paesi orientali è stato disposto, sebbene il Segretario generale Stoltenberg abbia spiegato che al momento non ci sia intenzione di spedire truppe Nato in Ucraina.

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