Ricordando un anno da dimenticare
Abbiamo attraversato in quarantacinque immagini gli ultimi 12 mesi, per vedere come tutto, ma proprio tutto sia cambiato
Redazione
Ricordando un anno da dimenticare
La prima conferenza stampa sul coronavirus, le distanze di sicurezza erano ancora là da venire. CdT/Gabriele Putzu
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25 febbraio 2020 : Alla Clinica Luganese Moncucco è ricoverato il primo contagio ticinese di coronavirus. © CdT/Gabriele Putzu
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L’altro ospedale Covid ticinese è l’Ospedale regionale di Locarno. © CdT/Gabriele Putzu
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Le prime misure che abbiamo conosciuto sono state distanziamento, igiene accresciuta e poi mascherina. Qui illustrate dal medico cantonale Giorgio Merlani. CdT/Gabriele Putzu
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Mascherine e disinfettanti, infatti, sono presto terminati. CdT/ Chiara Zocchetti
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Già a fine febbraio abbiamo iniziato a conoscere le campagne di sensibilizzazione nazionali e cantonali. © CdT/ Chiara Zocchetti
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Il 29 febbraio 2020 si giocò il primo derby a porte chiuse. © CdT/Gabriele Putzu
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Il distanziamento sociale è diventato parte anche dell’etichetta istituzionale. © CdT/Gabriele Putzu
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Fare la spesa è cambiato. Da un anno non sorridiamo facendo la spesa. CdT/Gabriele Putzu
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Il lockdown è stato il momento più strano che questo Cantone ricordi. CdT/ Chiara Zocchetti
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Molti luoghi di aggregazione sono stati chiusi. © CdT/Gabriele Putzu
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La scuola ha fatto discutere moltissimo e ancora lo fa. CdT/Gabriele Putzu
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Così come fanno discutere le dogane. © CdT/Gabriele Putzu
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I lavori di tutti sono cambiati, ma forse più di tutti, sono coloro che lavorano nella sanità che hanno avuto la vita rivoluzionata. CdT/Pool
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Il rosso è diventato ancora di più il colore dell’emergenza. Già ai primi di marzo, la campagna di sensibilizzazione ha optato per il colore più grave. CdT/Gabriele Putzu
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Non per tutti all’inizio è stato facile fare la coda. © CdT/ Chiara Zocchetti
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I famosi, o meglio ormai famigerati tamponi. © Repubblica e Cantone Ticino/Elizabeth La Rosa
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La pandemia ha portato anche molta solidarietà. © CdT/ Chiara Zocchetti
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Christian Vitta è stato la voce del Governo durante l’inizio della pandemia, era il suo turno di essere presidente. Ci ha sempre detto: “Cari tutti”. © Pool/CdT/Gabriele Putzu
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Poi è toccato a Norman Gobbi, con lui è arrivato il “passo del montanaro”. © CdT/Gabriele Putzu
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A parlare di sanità è sempre stato il capo del Dss Raffaele De Rosa accompagnato dal suo “teniamo alta la guardia”. CdT/ Chiara Zocchetti
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Il volto della pandemia è sicuramente stato il medico cantonale Giorgio Merlani. © CdT/Gabriele Putzu
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Quando la scienza medica ha iniziato a offrire delle risposte, e dei vaccini, abbiamo visto sempre di più il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini. © CdT/ Chiara Zocchetti
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Il direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni è stato il volto, e i capelli, della sanità privata. © CdT/ Chiara Zocchetti
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Le mascherine hanno fatto discutere, fanno discutere, faranno discutere. Ma questa immagine mostra anche la Posta, che non ha mai smazzato così tanti pacchi. © CdT/Gabriele Putzu
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Coprirsi il volto è da mesi parte del lavoro di tutti. Dai poliziotti. © CdT/Gabriele Putzu
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Agli autisti degli autobus. © CdT/Gabriele Putzu
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L’estate ha riservato i primi allentamenti, ma il distanziamento sociale è rimasto sempre obbligatorio © CdT/Gabriele Putzu
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Il Ticino è stato preso d’assalto dai turisti per le vacante “in casa”. Foto CdT/Reguzzi
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La cultura ha potuto respirare poco, pochissimo, nei mesi estivi. © CdT/Gabriele Putzu
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Ogni settore, anche quelli più spensierati, ha dovuto confrontarsi con le misure e ideare piani di protezione. CdT/ Chiara Zocchetti
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Tra coloro che si sono dovuti impegnare di più, il settore della ristorazione. © CdT/Gabriele Putzu
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Ma non è bastato. © CdT/Gabriele Putzu
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Gli anziani sono coloro che hanno pagato più a caro prezzo la pandemia. In termini di vite, ma anche di isolamento. Nelle case anziani le visite durante l’estate sono state un toccasana. © CdT/Gabriele Putzu
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E il Festival di Locarno? Ha fatto ciò che ha potuto e sta lavorando per tornare quest’anno. © CdT/ Chiara Zocchetti
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Sì, l’anno scorso doveva essere l’anno della rivoluzione ticinese dei trasporti con l’inaugurazione del Ceneri. Ce la godremo un altro anno. © CdT/Gabriele Putzu
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Anche le vacanze autunnali hanno premiato il Ticino, ma di lì a poco è arrivata la seconda ondata. © CdT/Gabriele Putzu
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Il Gran Consiglio è stato itinerante. Qui a Lugano. © CdT/Gabriele Putzu
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Qui a Mendrisio. CdT/ Chiara Zocchetti
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Anche andare a messa non è più come una volta. © CdT/ Chiara Zocchetti
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Il mercatino di Natale di Lugano. Complicato come tutte le festività. CdT/ Chiara Zocchetti
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Ma il vero regalo è stato il vaccino. CdT/Gabriele Putzu
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Che speriamo tutti ci porti fuori dal guado. © CdT/ Chiara Zocchetti
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Intanto, la spesa la facciamo ancora così, da un anno. © CdT/Gabriele Putzu
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Così, invece, mangiamo il sushi... © CdT/Gabriele Putzu

Il 25 febbraio dello scorso anno le autorità cantonali annunciavano il primo caso di Covid-19 in Ticino, il primo in Svizzera. Da quel momento non si è quasi più parlato d’altro, in tutto il mondo: è stato l’anno della pandemia. Per ripercorrerlo abbiamo scelto di lasciare la “parola” ai bravissimi fotografi del Corriere del Ticino, scegliendo 45 immagini che ripercorrono la vita ticinese durante la pandemia e per augurare a loro, e a noi, di poter fotografare cose più belle.

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