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Le radio “pirata” ticinesi nate nel lockdown
Esploriamo le radio ticinesi “fatte in casa” durante la pandemia. Quali sono, cosa trasmettono, chi sono i protagonisti e, soprattutto, dove sono dirette?
di Marco Jäggli

Sono in molti che, durante il periodo della chiusura, hanno potuto dedicarsi ad attività inusuali, o comunque lasciate in soffitta da tempo: c’è chi ha tirato fuori la vecchia chitarra e chi ha rispolverato le vecchie letture. Molti, lo sappiamo, si sono dati al restauro della casa, molti altri al giardinaggio.

C’è anche chi ha aperto una radio. Pochi, rispetto al totale della popolazione, ma cultori di un hobby che, giocoforza, finisce per coinvolgere molte più persone, anche solo tra gli ascoltatori. Iniziata quasi sempre un po’ per gioco, come vedrete non sempre l’impresa è rimasta tale. Tanto, a volte, da rischiare di trasformarsi in un lavoro. Tra dirette Facebook, dj-set internazionali, esperienze nelle vere radio pirata degli anni ‘60 e trasmissioni dal salotto di casa, abbiamo sentito i creatori delle principali radio ticinesi “casalinghe” nate in periodo di lockdown, per capire di più le loro particolarità, le loro passioni, le loro proposte e i loro progetti per il futuro.

Le radio “pirata” ticinesi nate nel lockdown
Radio Carona Skonvolt

Dal nome di una squadra di calcio in un torneo di Carona, lo “Skonvolt football cup”, Radio Skonvolt è stata una delle prime radio ad apparire all’orizzonte durante il lungo isolamento dettato da coronavirus. Presenti sulla pagina https://caronaskonvolt.radio12345.com/ ma anche su Facebook e Instagram. Giotto Parini e la sua compagna “Mimmi”, entrambi di Carona e con una figlia piccola, ne sono gli ideatori e i responsabili. Molti ne avranno visto almeno una volta i coloratissimi poster, ben visibili su entrambi i social.

Radio Skonvolt, ci spiega Giotto, nasce prima di tutto come un modo per tenersi in contatto tra amici, “dispersi” ai più vari angoli del globo, da Barcellona alla Finlandia, da Menorca all’Argentina: “Se devo essere sincero, il tutto è nato principalmente per il fatto che eravamo stufi delle videochat, dove alla fine per noia finivamo solo a giocare con gli effetti visivi sullo sfondo (ride). Abbiamo trovato che la radio era, forse paradossalmente, un modo più diretto per tenerci tutti in contatto contemporaneamente, facendo anche qualcosa di creativo”.

Sono proprio i contributi di questi amici che hanno composto spesso il radiogiornale serale, composto di tanti contenuti, spesso messaggi vocali inviati via Whatsapp, da ogni parte del mondo. Il progetto ad ogni modo ha trovato subito tantissimo riscontro: “Il primo giorno ho scritto praticamente a tutti gli amici chiedendo se fossero interessati e in tre giorni avevamo già 30 ore di musica mixata. Aggiungendo questo e quello alla fine siamo riusciti a riempire le prime giornate. Solo che diventa impegnativo, finisci a fare il lavoro di un sacco di persone assieme, anche se alla fine non siamo completamente da soli”

La musica
Sono una cinquantina infatti i DJ coinvolti, che mandano regolarmente tracce, anche da molto lontano o venendo da situazioni inusuali: “DJ Pelet, che ci ha fatto un mix di musica al giorno da ormai tre mesi, non aveva mai fatto un mix prima di allora! Si piazzava in macchina in pausa pranzo a “smanettare”, poi a casa assemblava con il figlio e ci mandava le tracce. Abbiamo molti che ci mandano tracce dall’estero, come dj Nina da Berlino, oppure abbiamo un amico che creava dei mix dalla Capanna Adula e ci passava in seguito i pezzi”

Ampio spazio quindi a generi meno “mainstream”, per quanto apprezzati, come psytrance, techno, reggae e dub fino al jazz, ma senza limitarsi a questi ultimi: “Il 28 giugno per esempio registreremo un concerto di musica barocca, quindi non c’è un limite a quello che potremmo trasmettere... tranne Despacito, che da noi non passerà mai!”

Le radio “pirata” ticinesi nate nel lockdown

Una radio aperta a tutti
Ma come fate a seguire la radio tutto il giorno? “La mia compagna cura la bimba spesso rimane a casa, ma anch’io lavoro da casa: faccio il montatore. Quindi riesco a trovare il tempo per collegarmi alla radio e fare quell’oretta, oretta e mezza di ‘Quiz-quizzone’ prima di cena”. “Inoltre”, aggiunge, “alla fine dal paese arriva sempre gente: abbiamo costruito uno studio radio e chi passa può partecipare”. Possono partecipare davvero tutti? “Andiamo dai 5 anni ai 99... per esempio mio padre, ‘DJ Nonno’ ha fatto un mix, prima di tornare alla ristorazione con la riapertura. Ma abbiamo anche un ragazzino di 5 anni che si è messo a trasmettere mix con suo papà”. Una radio aperta a tutti dunque, solo “niente vendite, niente di commerciale, niente di tutto questo”.

I riscontri positivi non sono tardati ad arrivare, come testimoniano molti “premi” gastronomici: “Abbiamo passato mesi e mesi a ricevere regali: dal vicino che ci porta la lasagna a chi ci inviava cibo offerto tramite i servizi di consegna... fa veramente piacere”. Ma qual è il vantaggio, per un dj, di trasmettere su Radio Carona Skonvolt rispetto a una delle tante pagine web, come Soundcloud, che permettono di caricaricare i propri pezzi? “La differenza è nel medium: normalmente su internet il pezzo viene caricato e lasciato lì. Sulla radio ogni mix è unico e ogni pezzo passa solo per pochi minuti. Questo crea qualcosa di unico, che piace agli ascoltatori ma anche ai DJ”

Un futuro “open source”
Al momento Radio Carona Skonvolt è tutto meno che una radio commerciale, anzi: “Più o meno lavoriamo a fondo perso, visti i 1'500 franchi che ogni anno dobbiamo versare a SUISA per i diritti d’autore. Abbiamo stampato qualche maglietta ma non basterà a coprire le spese”. Quindi non puntate agli affari? “Ma no...” E se arrivasse un mega-gruppo e vi dicesse “Mi piace, voglio acquistare tutto”, cosa fareste? “Direi: ‘due milioni’(ride)! Scherzi a parte ne dubito perché è veramente molto facile aprire una radio adesso, basta avere giusto un mixer, uno smartphone, comprare un sito online ed è fatta”. Proprio per questo È facile pensare a collaborazioni: “Lavoriamo già con Radio la Red a Friburgo. Basta passargli i dati dell’account e possono collegarsi e trasmettere in qualsiasi momento. È proprio questa facilità che ci rende flessibili e, per esempio, ci consentirà di continuare a seguire il progetto anche quando, a breve, andremo in vacanza”.

Per gli appassionati a luglio è inoltre prevista una festa dal vivo, con colonna sonora e dj-set rigorosamente di Radio Skonvolt. Sempre da luglio la radio diventerà anche l’emittente ufficiale della piscina di Carona.

Le radio “pirata” ticinesi nate nel lockdown
Radio Morcote International

Dalla montagna si passa al lago e arriviamo direttamente a Morcote, dove in un piccolo, insospettabile complesso di appartamenti si nasconde una radio con ambizioni internazionali: Radio Morcote International appunto, creata da Grant Benson, veterano dell’intrattenimento radiofonico in quanto speaker per molti anni delle italiane Rete 105, RTL 102.5 e Radio Number One, ma soprattutto della storica radio pirata inglese Radio Caroline. Preso in contropiede dalla pandemia durante un suo anno sabbatico, anche Benson si è trovato, un po’ per gioco, a lanciare una radio casalinga assieme alla sua compagna Daniela “Dani” Moroni, che lavora nelle pubbliche relazioni, bloccata anche lei dal lockdown e curiosa di provare una nuova esperienza radiofonica. “Abbiamo creato la radio per non litigare”, scherza Benson, “ma siamo finiti a litigare lo stesso... però per lavoro!”

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Identità rock
Anche qui, molta musica, segnata da una forte identità Rock, genere spesso latitante sulle nostre radio e su quelle italiane: “Trasmettiamo sia rock come genere musicale ma, in senso più ampio, anche come stile di vita. Chi ascolta la nostra radio sa che noi facciamo ascoltare sia i Led Zeppelin che Frank Sinatra, Paolo Conte o i Gotthard. Anche se possono sembrare generi diversi hanno delle cose in comune e spesso hanno lo stesso pubblico di riferimento”. Una nicchia, insomma, lasciata libera da quasi tutte le altre emittenti radiofoniche e che Radio Morcote international sembra aver saputo conquistare.

Le radio “pirata” ticinesi nate nel lockdown

All’improvviso il successo
A inizio maggio infatti Grant e Dani si sono ritrovati improvvisamente al 13esimo posto tra le radio in lingua italiana più ascoltate su FM World, un’applicazione che consente di ascoltare musica in streaming per proprio smartphone: “Non riuscivamo a crederci”, racconta Benson, “Io ormai sono un ‘vecchio lupo’ del mestiere, ma un risultato simile non me lo sarei mai aspettato!”. Gli ascolti iniziano a quantificarsi in migliaia, tra sito e app, e se davanti alla neonata radio morcotese si trovano alcuni colossi dell’industria radiofonica italiana come Radio Deejay o RLT 102.5, i due si sono lasciati alle spalle Radio Virgin, Radio Capital, ma soprattutto Radio Maria.

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La vera radio pirata arriva in Ticino
A questo punto dunque l’anno sabbatico sembra terminato e pare per i due l’avventura stia diventando un lavoro a tutti gli effetti, dato anche l’interesse di molti, anche economico, per quello che questa radio “casalinga” è ormai diventata. Questa nuova dimensione che è anche testimoniata dal fatto che proprio oggi, sabato 27 giugno la storica Radio Caroline “si trasferirà” a Morcote, trasmettendo in diretta dalle 15:30 alle 19. La trasmissione sarà anche un modo per rendere omaggio a Ronan O’Reilly, creatore della radio recentemente scomparso.

Foto da http://www.grantbenson.com/
Foto da http://www.grantbenson.com/

È la prima volta che la famosa radio pirata trasmette fuori dall’Inghilterra o, sarebbe forse meglio dire, dal suolo di un'altra nazione: Radio Caroline infatti, nata nel 1964, per aggirare il monopolio di stato della BBC e fare ascoltare la musica snobbata dai canali ufficiali, per molti anni ha trasmesso da una nave nel mare del nord. Tra le varie radio pirata, Caroline fu l’unica a continuare a sfidare le autorità rimanendo aperta, nell’illegalità, per molti anni, raggiungendo addirittura 20 milioni di ascoltatori in un’occasione.

Quando Grant Benson si è unito alla ciurma, nei primi anni ‘80, la situazione era un po’ diversa ma comunque illegale. Il co-fondatore di Radio Morcote International, che potete ascoltare mentre legge un bollettino news dell’epoca all’inizio del prossimo video, ci racconta infatti di essere addirittura stato arrestato in un’occasione. Tuttavia, aggiunge, l’esperienza e la notorietà portatagli dall’aver partecipato alla storica emittente “fuorilegge” è servita ad aprirgli molte porte nel corso della sua successiva carriera.

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Nel 2009 la vicenda di Radio Caroline divenne anche un film, un piccolo “cult” per la generazione di chi scrive: “The Boat that Rocked”, in italiano “I love Radio Rock”.

Una delle scene più famose del film è quella dell’arrivo sulla nave di un’orda di fan, tra cui molte ragazze innamorate dei loro idoli radiofonici. Grant Benson, però, afferma di avere qualche difficoltà a ricordarsi quella specifica mattinata, sottolineando le differenze tra la finzione e una realtà spesso fatta di maltempo, massima concentrazione sul lavoro e lunghe traversate: “Lo dico sempre: quel giorno io non c’ero!”.

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Radio Stria

Si arriva infine alla radio più prettamente politica di questa lista, che si autodefinisce “La Radio Eretica” ovvero Radio Stria. Radio Stria, che potete trovare a questo link, nasce anch’essa in periodo di pandemia, e raccoglie trasmissioni, tra le tante, del Collettivo R-esistiamo, della Comunità curda in Ticino e di “Io l’8 ogni giorno”. “Al nostro interno abbiamo correnti di pensiero diverse e anche punti di vista contrastanti”, ci spiega K., che fa parte del collettivo che gestisce la radio “tuttavia ci conosciamo da anni e siamo d’accordo su alcuni principi, come l’antifascismo, l’antirazzismo, l’anticapitalismo e l’antiautoritarismo. Partendo da questa base siamo aperti a chiunque voglia aprire un programma e trasmettere quello che preferisce”.

Le radio “pirata” ticinesi nate nel lockdown

Così la comunità curda ha discusso per esempio, della manifestazione del 19 giugno contro i bombardamenti in Turchia, mentre “Io l’8 ogni giorno” ha trasmesso una presa di posizione in vista dello sciopero delle donne del 14 giugno. Non solo politica però, con il progetto poetico di #AM_COLASH, un mix di videoarte e poesia e infine Underground Brainstorming: “Un assalto sonoro volto a far emergere la nostra appartenenza ad un’ipotetica società nella quale alcune espressioni sociali e politiche, o alcune condizioni ambientali e tecnologiche opprimenti o pericolose, sono state portate al loro limite estremo a causa dell’emergenza sanitaria e della conseguente crisi economica e sociale”. Ognuno di questi collettivi trasmette autonomamente le sue argomentazioni e prese di posizioni, assieme a una selezione di musica.

Ma c’è anche la possibilità di un contraddittorio? Per esempio, ospitereste opinioni di persone dello schieramento politico opposto? “Al momento non è la nostra priorità, dato che siamo proprio all’inizio stiamo cercando principalmente gente che condivida le nostre idee e che sia interessata a trasmetterle. In futuro però è qualcosa che possiamo discutere”

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