Le persone in crisi: c’è fame di aiuti
La situazione economica di molte famiglie è gravissima. In Ticino, però, dal primo marzo sarà possibile chiedere gli aiuti ponte Covid: ecco come fare
Redazione
Le persone in crisi: c’è fame di aiuti
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Oltre 200 persone hanno già chiesto informazioni per la prestazione ponte Covid del Cantone, un aiuto a chi non può godere di altro sostegno in questo momento di crisi. Il formulario di richiesta delle prestazioni è già stato scaricato da oltre mille persone. La possibilità per richiedere la prestazione, però, inizierà il primo marzo. Chi ne avrà diritto riceverà al massimo 1’000 franchi al mese, più 500 per ogni altro membro della famiglia.

Come funziona?
La prestazione sarà accordata per un massimo di tre volte, quindi per tre mesi al massimo. Si dovrà inoltrare la documentazione al proprio comune ogni mese. Tutte le informazioni sono presenti a questo link. Il periodo entro il quale la prestazione viene concessa va dal 1° marzo al 30 giugno 2021. Il Dss ha attivato una hotline per avere tutte le informazioni e non sbagliare nella compilazione, il numero è lo 0800 91 91 91 (aperto i giorni lavorativi dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.00). In alternativa, è possibile scrivere un’email all’indirizzo infopontecovid(at)ias.ti.ch.

Quali documenti devo preparare?
Oltre al formulario di richiesta, dovrete presentare anche il certificato di premio mensile della cassa malattia al netto del sussidio. Attenzione, serve per ogni membro dell’economia domestica. L’ultima notifica di tassazione cresciuta in giudicato. Poi, per gli stranieri serve il permesso di dimora o di soggiorno (o la dichiarazione sostitutiva). Per i salariati l’ultimo conteggio di stipendio. Per divorziati o separati serve la copia della sentenza, della convenzione sugli alimenti e l’ultimo giustificativo di accredito o di pagamento. Chi ha una casa deve allegare il catastrino e il saldo aggiornato dell’ipoteca. Una copia del contratto di locazione (o l’ultimo conteggio degli interessi ipotecari). Eventualmente i documenti che comprovano altri redditi incassati.

Quanto ricevo?
L’importo della prestazione sarà calcolato in base al reddito disponibile annuo (quindi la differenza tra redditi e spese annuali). In base a questo l’autorità stabilirà se vi è una lacuna di reddito. Se questa mancanza di liquidità è effettivamente presente verrà colmata con al massimo mille franchi per persona, più un massimo di 500 per ogni altro componente dell’economia domestica.

L’allarme di Caritas
Ma se il Canton Ticino ha deciso di rispondere all’emergenza in questo modo, aiutando chi finora non aveva trovato altri aiuti. La rete sociale svizzera resta in estrema difficoltà e il peggio potrebbe ancora venire. Caritas, infatti, lancia oggi un appello al mondo politico affinché proroghi gli aiuti alle persone economicamente fragili per garantire loro i mezzi di sussistenza. Il numero di richieste di aiuto ai consultori sociali di Caritas lo scorso anno è stato ben al di sopra della media ed è aumentato ulteriormente con la seconda ondata pandemica, spiega l’associazione caritativa in un comunicato.

I più colpiti
I provvedimenti per contenere la diffusione del coronavirus hanno colpito in particolar modo la manodopera a basso reddito. Molti dipendenti e lavoratori autonomi hanno fatto di tutto per superare la crisi con le proprie forze. Tanti hanno chiesto aiuto solo dopo aver prosciugato i risparmi, ma annunciandosi troppo tardi all’assistenza sociale hanno subito perdite poiché i costi non vengono coperti retroattivamente. Gli stranieri invece rinunciano il più delle volte all’assistenza perché temono di mettere a rischio il loro permesso di soggiorno.

Sostegno lacunoso
Caritas punta il dito contro le lacune del sostegno statale, che devono essere colmate dalle organizzazioni umanitarie. Le famiglie con un reddito poco superiore alla soglia dell’assistenza spesso non ricevono sostegno dagli enti pubblici per le questioni finanziarie e amministrative e devono quindi rivolgersi altrove.

Bisogni immediati
L’accesso all’assistenza sociale o alla riduzione dei premi di cassa malattia è complicato dal fatto che le richieste possono essere presentate solo per telefono o online e per ottenere questi aiuti ci vuole in generale molto tempo, mentre i bisogni di queste persone però sono immediati. Dall’inizio della crisi, un anno fa, la Caritas ha sostenuto 17’000 persone in tutta la Svizzera con oltre 6 milioni di franchi. “I costi sociali ed economici della pandemia sono già alti oggi, ma gli effetti più gravi devono ancora arrivare”, afferma Peter Marbet, direttore di Caritas Svizzera, citato nella nota.

Lavoro ridotto e assistenza
Caritas lancia quindi un appello alla politica chiedendo di prorogare l’indennità per lavoro ridotto al 100% per i redditi più bassi fino al termine della pandemia, invece che mantenere la scadenza a fine marzo come previsto. Inoltre occorre facilitare l’accesso all’assistenza sociale e ai servizi di consulenza per far sì che gli aiuti arrivino dove ce ne è bisogno. Le persone che vivono appena al di sopra della soglia di povertà non possono attendere di raggiungere il limite per accedere all’assistenza sociale perché questo significherebbe aver consumato tutte le riserve. Senza contare che attualmente la soglia è troppo bassa e preclude la partecipazione alla vita sociale.

Pagamenti diretti
Caritas propone pagamenti diretti basati sul modello delle prestazioni complementari per evitare un incremento esponenziale dei beneficiari dell’assistenza sociale. Ritiene inoltre necessario investire maggiormente nell’accompagnamento e nel coaching, in modo che le persone non siano lasciate sole con le loro preoccupazioni e le loro difficoltà, ma possano avere delle prospettive.

Campagna nazionale dell’EPER
L’aiuto delle Chiese evangeliche svizzere, dal canto suo, lancia una campagna nazionale invitando la popolazione alla solidarietà con chi è nel bisogno a seguito della pandemia. La campagna utilizza le immagini ufficiali dell’UFSP, aggiungendo un messaggio di solidarietà: “Come lavorare a casa senza lavoro? “Come rimanere a casa in caso di febbre e tosse senza casa?”, “Come mantenere le distanze quando non hai visto nessuno per molto tempo perché sei isolato?” , si legge sui cartelloni. L’ONG ricorda che gestisce numerosi progetti in Svizzera - volti a rompere l’isolamento sociale e a continuare ad aiutare, informare e sostenere - e all’estero.

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