I cechi che sognavano la Svizzera
Švýcarská demokracie (“Democrazia svizzera”) è l’ultima arrivata nel panorama politico ceco. Lo 0,31% ottenuto alle recenti elezioni legislative non scoraggia il partito da rincorrere il sogno di una Repubblica Ceca un po’ più “svizzera”
di daco
I cechi che sognavano la Svizzera
Immagine Tomáš Raždík

Una Repubblica Ceca più simile... alla Svizzera. È questo il programma politico di “Švýcarská demokracie”, letteralmente “Democrazia svizzera”, nuovo partito dello Stato centroeuropeo che si è presentato alle elezioni legislative della scorsa settimana.

I membri di Švýcarská demokracie guardano con ammirazione soprattutto al modello politico svizzero, nel quale il popolo è spesso chiamato alle urne per esprimere il suo parere. Democrazia svizzera vorrebbe quindi replicare questa pratica anche sulle rive della Moldava. A essere criticata da Švýcarská demokracie è soprattutto la Costituzione ceca, considerata una sorta di peccato originale per i problemi del Paese. “Vogliamo iniziare un dibattito pubblico aperto sulla nostra Costituzione”, racconta a Ticinonews il presidente di “Democrazia svizzera” Tomáš Raždík. Secondo questo ingegnere di Ostrava, nell’Est della Repubblica, la legge fondamentale ceca “è stata concepita in fretta e furia pochi mesi prima della dissoluzione della Cecoslovacchia nel 1993. È stata stesa senza alcun dibattito pubblico e non è stata approvata direttamente dal popolo”.

Razionalità del sistema svizzero
È quindi per agire alla radice stessa dello Stato ceco che questo gruppo di otto persone, fra le quali un cittadino svizzero, “attive in politica da tempo” e “insoddisfatte dai programmi di tutti i nostri partiti”, ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura politica dal sapore rossocrociato. “Un paio di anni fa abbiamo iniziato a studiare a fondo il modello di governo elvetico”, ci espone Tomáš Raždík. “Siamo quindi giunti alla conclusione che il sistema politico svizzero, rispetto al nostro, è organizzato molto più razionalmente, con maggiore decentralizzazione, più controllo pubblico ed equilibrio e una migliore difesa”. Pertanto, “è nell’interesse del nostro Paese e del nostro popolo promuovere e – speriamo – implementare il vostro sistema politico qui”.

Simpatia per l’Udc
Tuttavia, è risaputo come la democrazia diretta sia bella soprattutto quando si vince: in un’ipotetica Repubblica Ceca dove i cittadini vanno al voto anche quattro volte all’anno, pure “Democrazia svizzera” dovrebbe inevitabilmente confrontarsi ad alcune sconfitte. Ma alla nostra domanda relativa al posizionamento della formazione sullo spettro politico fra destra e sinistra, Tomáš Raždík svicola: “Vorremmo essere soprattutto un partito che contribuisce alla costruzione dello Stato”. Dal sito di Švýcarská demokracie emerge comunque una certa simpatia per l’Udc svizzera, così come dello scetticismo nei confronti dell’Ue e dell’Alleanza atlantica: “Dopo quarant’anni di orientamento non democratico verso l’Est, continuano 30 anni di orientamento non democratico verso l’Occidente”. Democrazia svizzera è particolarmente infastidita dall’adesione ceca all’Ue, avvenuta senza l’avallo del popolo: “In Svizzera gli accordi internazionali sono invece decisi dai cittadini, non dai politici”. Sulla pagina internet del partito vengono affrontati anche argomenti controversi, quali il rapporto fra il nostro Paese e il regime nazista o il suffragio femminile giunto nel 1971, sempre relativizzati e interpretati con occhio benevolo nei confronti della Confederazione.

Stand di Švýcarská demokracie in una piazza. Lo slogan recita “Regole svizzere per la prosperità ceca”. Immagine Tomáš Raždík
Stand di Švýcarská demokracie in una piazza. Lo slogan recita “Regole svizzere per la prosperità ceca”. Immagine Tomáš Raždík

Uno 0,31% “molto buono”
In ogni caso, la Repubblica Ceca in salsa svizzera non sembra essere stata particolarmente gradita agli elettori: Democrazia svizzera ha infatti totalizzato un misero 0,31% alle elezioni legislative, senza raggiungere la soglia di sbarramento del 5% per accedere al Parlamento. Un risultato che però il partito definisce “molto buono”: “Essendo una nuova formazione, i finanziamenti per la campagna sono stati limitati e non abbiamo avuto molta attenzione da parte dei media nazionali”, ci spiega Raždík.

Democrazia svizzera non si ferma
È con questo spirito positivo che Švýcarská demokracie intende continuare a lavorare per rendere la Repubblica Ceca un po’ più svizzera: “Già prima delle elezioni eravamo determinati a continuare, a prescindere dai risultati che avremmo ottenuto”, annuncia il nostro interlocutore. “La buona notizia – spiega – è che più persone nel nostro paese e alcune anche dalla Svizzera si stanno unendo al nostro partito. Più gente significa più sostegno e più soldi per la campagna, maggiore copertura nei media nazionali e migliori risultati alle elezioni”.

“Un programma politico per i prossimi cento anni”
E migliori risultati saranno imprescindibili per realizzare gli ambiziosi obiettivi di Švýcarská demokracie: “Il nostro programma politico è pensato per i prossimi cento anni. Si basa su principi provati, non su esperimenti politici. Sull’agire sulle cause, non sulle conseguenze. Ovviamente, non sarà facile realizzare trasformazioni così grandi, ma la gente è per lo più insoddisfatta della politica e prima o poi saranno necessari grandi cambiamenti”.

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