Ecco come si entra in Svizzera dall’8 febbraio
Ecco le nuove regole per il traffico internazionale di viaggiatori che entreranno in vigore lunedì 8 febbraio
di fsu
Ecco come si entra in Svizzera dall’8 febbraio
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

Il Consiglio federale ha deciso di cambiare le regole per entrare in Svizzera. Dall’8 febbraio sarà introdotta tutta una serie di paletti che regoleranno la possibilità di attraversare un confine in entrata e che variano a dipendenza del paese da cui si arriva e dal mezzo utilizzato. Tante norme, ma altrettante eccezioni. Cerchiamo di fare chiarezza.

Dalla Lombardia e dal Piemonte
Le due regioni confinanti con il Ticino sono considerate “regioni confinanti con la Svizzera con le quali esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale”. Questo prevede che non sussistano particolari misure alle frontiere per chi proviene da queste regioni. Inoltre Lombardia e Piemonte, anche in caso di peggioramento della situazione epidemiologica, “possono” secondo l’ordinanza essere escluse dalla lista di paesi a rischio. Questo significa che non vi saranno particolari misure per i lavoratori frontalieri che entrano in Ticino e per le altre persone che giungono nel nostro paese tramite una frontiera terrestre. Chi, però, nei dieci giorni precedenti ha “soggiornato in uno Stato o una regione con rischio elevato di contagio” deve presentare un test Pcr negativo non più vecchio di 72 ore e deve fornire i propri dati di contatto in modo elettronico.

Dall’Italia (salvo Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto)
L’Italia attualmente, salvo le tre regioni elencate sopra, non è attualmente considerata un paese ad alto rischio. Per questo valgono delle regole semplificate che dipendono dal mezzo utilizzato per raggiungere la Svizzera. Le stesse norme valgono per Germania, Francia e Austria, anche in questo paese vi sono regioni per cui valgono regole più rigide. Chi proviene da regioni italiane non confinanti e regioni italiane non ad alto rischio è quindi tenuto a fornire i propri dati di contatto (in modo elettronico o su carta) se viaggia su un treno, un autobus, una nave o un aereo. Non invece su un mezzo privato. Chi giunge in aereo è anche tenuto a presentare un test negativo non più vecchio di 72 ore (anche qui vi sono numerose categorie esentate che elencheremo in seguito). Va comunque sottolineato come i controlli da parte delle autorità, viste le numerose eccezioni, appaiano poco praticabili.

Da altri paesi non a rischio
Chi giunge da altri paesi non a rischio via terra è obbligato a fornire i propri dati di contatto se giunge con treno, autobus o nave. Se una persona giunge in aereo è tenuto anche a presentare anche il risultato negativo a un test Pcr non più vecchio di 72 ore. Questi ultimi se non possono fornire il risultato a un test devono subito accordarsi con l’autorità cantonale competente e sottoporsi a proprie spese a un test Pcr o a un test rapido.

Da un paese a rischio
Chiunque giunga da un paese a rischio o vi abbia soggiornato negli ultimi dieci giorni deve fornire i propri dati di contatto e presentare un test Pcr negativo non più vecchio di 72 ore. Se non ne dispongono devono eseguirlo al più presto (in accordo con il cantone competente) a proprie spese. Dopo di ciò devono recarsi al proprio domicilio o altro alloggio adeguato e soggiornarvi per 10 giorni. La quarantena può essere conclusa anticipatamente (non prima dei sette giorni) presentando un test pcr o un test rapido negativo e con il consenso delle autorità cantonali. Chi è liberato dalla quarantena deve indossare la mascherina al di fuori del proprio alloggio e mantenere una distanza di 1.5 metri dalle altre persone.

Da un paese a rischio, ma attraverso uno non a rischio
Chi proviene da un paese non a rischio ma ha soggiornato negli ultimi dieci giorni in un paese a rischio elevato non è esentato dagli obblighi di quarantena, notifica e test. Le autorità cantonali, però, possono considerare i giorni trascorsi in un paese a basso rischio come parte della quarantena. Esempio: una persona proviene da Venezia, fermatasi a Milano due giorni, per poi entrare a Chiasso. In questo caso il cantone può concedere una quarantena di soli otto giorni.

Eccezioni
L’obbligo di notifica è valido per tutti coloro che provengono da un paese a rischio o in aereo da qualunque paese. Possono però decadere gli obblighi di quarantena e di test per numerose situazioni. Ecco quali:
- Chi svolge attività “assolutamente necessaria” per il settore sanitario, la sicurezza pubblica o per istituzioni internazionali, missioni diplomatiche e altri organismi internazionali.
- Autisti di autobus, treni o conducenti del trasporto merci su gomma.
- Chi entra in Svizzera per motivi professionali o medici importanti e improrogabili.
- Rientra in Svizzera da uno stato o regione ad alto rischio dove ha soggiornato per motivi professionali o medici importanti e improrogabili.
- Chi ha soggiornato in uno stato o regione ad alto rischio come passeggero in transito per meno di 24 ore.
- Chi entra in Svizzera esclusivamente in transito per recarsi direttamente in un altro paese.
- Chi rientra in Svizzera dopo aver partecipato a una manifestazione in un paese o regione a rischio elevato, ma può dimostrare che è stato rispettato un piano di protezione specifico (per esempio nel caso di sportivi professionisti o partecipanti a convegni professionali).
- Chi può provare di aver già contratto il Sars-Cov-2 negli ultimi tre mesi ed è considerato guarito.
Queste eccezioni non sono valide per chi presenta sintomi di Covid-19 a meno di poter dimostrare un’altra causa.

Violazioni
Come detto le possibilità di controllo ai valichi terrestri sono piuttosto limitate. L’Amministrazione federale delle dogane ha comunque la possibilità di segnalare per un test obbligatorio le persone sprovviste di un risultato negativo e riscuotere multe disciplinari.

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