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Ecco come funziona SwissCovid
Cosa fare se arriva la notifica? Vi spieghiamo passo per passo tutti i dettagli della nuova app
di Martina Minoletti

Da mezzanotte del 25 giugno la nuova app per monitorare il tracciamento dei contagi di Covid-19, denominata SwissCovid, è disponibile in Apple Store e in Google Play Store. SwissCovid dovrebbe infatti consentire di contenere - o meglio ancora interrompere - la trasmissione del virus ed è abbinata al classico tracciamento dei contatti svolto dai Cantoni per ricostruire le infezioni. L’utilizzo dell’app è volontario e gratuito ma l’Ufficio federale della sanità pubblica ne raccomanda l’installazione e l’utilizzo. Ecco la nostra guida per chiarire tutti i dubbi.

Tutti i passaggi una volta che si scarica l’app SwissCovid
Tutti i passaggi una volta che si scarica l’app SwissCovid

Funzionamento

Una volta scaricata l’app non bisogna fare sostanzialmente granché: SwissCovid informerà l’utente se è stato potenzialmente esposto al nuovo coronaivurs. L’app comunica con gli altri cellulari grazie alla tecnologia Bluetooth e non stabilisce soltanto se l’utente ha avuto contatti con persone infette, ma anche per quanto tempo e a quale distanza. Infatti, il rischio contagio è abbastanza elevato solo se l’utente si è trovato per quindici minuti complessivi a meno di due metri da persone contagiate.

Positivo al Covid, cosa fare?

Una volta effettuato il test e dopo aver ricevuto la conferma dal medico cantonale (e rispettivamente dal laboratorio) verrà comunicato un codice da inserire nell’app. È a discrezione degli utenti decidere se inserire questo codice (valevole per 24 ore) nell’applicazione per informare le persone che hanno incontrato qualcuno positivo al coronavirus.

Sono stato in contatto con un contagiato, cosa fare?

Chi viene informato dall’app di avere avuto un contatto con una persona infetta è libero di scegliere come reagire. SwissCovid, in caso di sintomi, consiglia di fare l’autovalutazione proposta sul sito dell’Ufsp e di seguire le raccomandazioni. Se, invece, non si hanno sintomi, le autorità consigliano di continuare ad andare a lavorare. Anche perché, in caso di quarantena volontaria, non si ha diritto allo stipendio.

I passaggi chiave
I passaggi chiave

Attenzione ai falsi allarmi

L’app non può riconoscere i divisori in plexiglas ormai sempre più in voga in moltissimi settori e, al contempo, non può determinare se le persone indossano le mascherine di protezione. Inoltre, l’app non riesce a distinguere se il cellulare si trova o meno in prossimità del suo proprietario (questo in caso in cui, per esempio, due cellulari dovessero essere in carica l’uno accanto all’altro). Quindi, si potrebbero ricevere falsi allarmi.

App funziona con il Bluetooth

L’app SwissCovid per essere funzionante deve avere il Bluetooth acceso, ma esso è fonte di consumo energetico – seppur moderato – per lo smartphone. L’app di tracciamento non funziona se non è accesa, è quindi bene avere sempre il proprio smartphone carico.

Protezione della privacy

Un tema tanto discusso è sicuramente quello della privacy. Tuttavia, l’app SwissCovid raccoglie soltanto i dati relativi a episodi di contatto in cui l’utente si è trovato per breve tempo a meno di due metri distanza da altri utenti che hanno l’app. Non vengono quindi scambiati dati personali sulla posizione e sul dispositivo utilizzato. In caso di contatto i cellulari si scambiano un codice crittografato che viene cancellato automaticamente dopo 21 giorni.

Ecco come funziona SwissCovid

Localizzazione?

Inoltre, l’app non utilizza la localizzazione satellitare e per questo motivo non è possibile risalire al luogo in cui si trova l’utente o il suo cellulare. La tecnologia Bluetooth Low Energy permette di stabilire solo se un dispositivo è vicino a un altro. Però sui dispositivi Android, affinché l’app SwissCovid funzioni e abbia accesso al Bluetooth è necessario attivare la funzione “posizione”.

Necessaria modifica di legge
Per poter lanciare l’app SwissCovid, è stato necessario adeguare la legge sulle epidemie e il Parlamento ha approvato la modifica legislativa in merito il 19 giugno.

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