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Bielorussia nel caos
Un altro manifestante ha perso la vita da domenica, quando Alexander Lukashenko ha vinto le elezioni e in molti sono scesi in piazza per contestare il risultato che sarebbe frutto di brogli
di YL

Sale a due il bilancio delle vittime in Bielorussia. Un 25enne ha perso la vita. Dalle prime informazioni, il giovane che aveva problemi cardiaci, sarebbe stato tenuto per ore in un furgoncino della polizia. Una situazione che ha portato anche alla condanna da parte delle Nazioni Unite delle repressioni da parte della polizia. L’Alto commissario per i diritti dell’uomo Michelle Bachelet ha parlato di “forza eccessiva”. Ma cosa sta succedendo?

Lukashenko con l’80% dei voti

Gli scontri a Minsk si susseguono da quando sono stati pubblicati i risultati delle elezioni presidenziali in Bielorussia di domenica 9 agosto. Elezioni che hanno registrato l’ennesima vittoria schiacciante da parte di Alexander Lukashenko, che, con ben l’80,2 % di voti, si è confermato per il sesto mandato consecutivo (dal 1994) presidente della Bielorussia. Un risultato che ha visto la sua avversaria Svitlana Tikhansovskaya raggiungere solo il 9% dei voti e gli altri due candidati meno del 2%. Tikhansovskaya che, a seguito del risultato, ha deciso di lasciare il Paese per paura di ritorsioni. I dubbi sulla validità delle elezioni non sono un tema nuovo in Bielorussia e hanno spinto molte persone in strada a protestare, generando molti feriti e gli innumerevoli arresti, tra i quali si registra anche uno svizzero.

Scontri e opposizioni: oltre 6’000 arresti

Le violente proteste proseguono ormai da 3 giorni e migliaia di sostenitori di Svitlana Tikhanovskaya sono scesi in piazza nella notte di lunedì, per denunciare i presunti brogli elettorali di Lukashenko. La Bielorussia ha una lunga storia di violente repressioni del dissenso e, anche in questo caso, molti sono stati i feriti e gli arrestati. La polizia ha sparato pallottole di gomma, lanciato lacrimogeni e usato idranti per reprimere le proteste degli oppositori, finendo così per creare un vero proprio bagno di sangue, con un morto, diverse decine di feriti, tra poliziotti e civili e oltre 6000 arresti.

La 37enne si definisce la vera vincitrice di queste ultime elezioni e non vuole cedere il passo al “dittatore” bielorusso. Tuttavia per motivi di sicurezza, al contrario di Lukashenko, che non ha la minima intenzione di lasciare il paese, la Tikhanovskaya è fuggita rifugiandosi in Lituania. Lo ha annunciato lei stessa, dicendo “L’ho fatto per i nostri figli” e aggiungendo “Non scendete in piazza”. Ha dunque deciso di raggiungere i figli, che già da tempo si trovavano al sicuro in Lituania e ha annunciato di voler abbandonare la lotta per ottenere nuove elezioni in Bielorussia. Il ministro degli esteri lituano ha spiegato che la donna non aveva alcuna possibilità di scelta, “L’alternativa non era compatibile alla libertà”.

Chi è Alexander Lukashenko

Alexander Lukashenko durante una cerimonia ufficiale (Foto Shutterstock)
Alexander Lukashenko durante una cerimonia ufficiale (Foto Shutterstock)

Lukashenko 65 anni, ex militare, ininterrottamente al potere dal lontano 1994, è considerato l’ultimo dittatore d’Europa. Ha da sempre rapporti complessi con i vicini europei, Russia e Cina esclusa, nei suoi confronti molteplici denunce di intimidazioni ed è conosciuto per il pugno di ferro con il quale ha sempre represso le proteste. Spesso, inoltre, si è parlato di brogli, mentre il presidente si è sempre opposto a qualsivoglia genere di nuovo monitoraggio elettorale. Lukashenko, recentemente, si è anche distinto offrendo la sua visione dei fatti a proposito della candidatura di una donna alla presidenza della sua nazione: “La nostra costituzione non è fatta per le donne, la nostra società non è maturata al punto di votare una donna». Ha definito pecore gli oppositori, accusandoli di essere controllati da alcuni Paesi esteri. E, sempre parlando della Tikhanovskaya, in passato l’ha definita una «povera bambina», manipolata da «burattinai» stranieri.

Chi è Svitlana Tikhanovskaya

Minsk, Bielorussia. Nella foto Svetlana Tikhanovskaya, che riceve un mazzo di fiori. (Foto Shutterstock)
Minsk, Bielorussia. Nella foto Svetlana Tikhanovskaya, che riceve un mazzo di fiori. (Foto Shutterstock)

È la moglie di, Serghei Tikhanovsky, uno dei più noti oppositori di Lukashenko, arrestato lo scorso 29 di maggio e, per questo, escluso dalle elezioni presidenziali. Lui Blogger e Youtuber, lei ex docente di inglese e traduttrice, al momento casalinga. Proprio il marito l’ha candidata, da assoluta novizia della politica, il 14 di luglio del 2020. Svitlana Tikhanovskaya potrebbe non avere nessun tipo di competenza come politica, ma è riuscita con il suo nome e la sua immagine, mettendosi nei panni del compagno ad attirare decine di migliaia di persone alle sue manifestazioni, tentando da sempre di opporsi al regime di Lukashenko. Svitlana ha portato avanti in questo periodo una campagna che si rivolgeva direttamente all’elettorato e quest’ultimo ha reagito con un forte consenso e un’alta presenza alle urne, dimostrando un desiderio di un cambiamento democratico.

Reazione della Svizzera e dell’UE
Inizialmente la Svizzera ha sostenuto le sanzioni applicate dall’UE nei confronti della Bielorussia, ma a partire dal 2016 i rapporti sono andati intensificandosi, finendo nel 2019 con la costituzione dell’ambasciata svizzera a Minsk e nel 2020 con la prima visita ufficiale da parte di Ignazio Cassis.

Nonostante ciò negli scorsi giorni, il DFAE ha espressamente richiesto alle autorità bielorusse che vengano liberati tutti i detenuti incarcerati ingiustamente e che vengano rispettati i diritti umani, la democrazia e le leggi. La Svizzera sostiene che i risultati delle elezioni devono riflettere le scelte del popolo, annunciando che monitorerà attentamente i prossimi sviluppi della situazione. Anche l’UE ora denuncia la validità delle elezioni definendole “né libere né eque” aggiungendo: “Noi procederemo ad un esame approfondito delle relazioni con la Bielorussia. E si potrebbe, tra l’altro, adottare misure contro i responsabili delle violenze osservate, degli arresti ingiustificati e della falsificazione dei risultati”.

Uno svizzero arrestato
La SRF ha riportato martedì sera che ci sarebbe anche un ventenne svizzero tra gli arrestati in Bielorussia. Le autorità non hanno ancora potuto entrare in contatto con il cittadino confederato ma, secondo la SRF, l’uomo sarebbe stato arrestato tra domenica e lunedì, nella notte delle elezioni. Secondo un testimone oculare le condizioni di detenzione sarebbero veramente scarse e agli stranieri fermati non sarebbe stata concessa né acqua né cibo. Per i cittadini bielorussi la situazione sarebbe addirittura peggiore. Da quanto si sa il ventenne svizzero, che sembrerebbe essere vissuto a Minsk dallo scorso autunno, è però rimasto fortunatamente illeso. Il DFAE è in contatto con le autorità bielorusse e con i parenti dell'uomo e ha annunciato oggi di essersi attivato “con grande urgenza” e "attraverso vari canali".

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