Frano Dragun
Dal segreto bancario in poi, la Svizzera deve difendere la sua identità
Redazione
30.03.2023 11:55

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L’identità è un insieme di tratti
fondamentali per ogni popolo. Finchè essa viene rispettata e onorata nelle
decisioni che vengono prese da chi è al governo i cittadini possono
riconoscersi nel loro paese, viverci e servirlo con orgoglio. Quando invece si
decide, per motivi vari, tra cui le pressioni esterne, di agire contro di essa,
non si potranno che avere risultati negativi anche in termini di benessere
generale. Le difficoltà di Credit Suisse e dell’intero sistema bancario
svizzero negli ultimi anni lo dimostrano.
Il segreto bancario era una misura che
invogliava gli investitori stranieri a depositare qui i loro ingenti capitali,
con la sicurezza della segretezza. La qualità del nostro sistema bancario
permetteva poi loro di investirli e farli fruttare, con conseguente benessere
di tutta la piazza finanziaria, che ha conosciuto uno sviluppo importante e ha
contribuito allo sviluppo della ricchezza del paese.
Nel 2017 però, cedendo alle pressioni
dell’UE e degli Stati Uniti, il nostro Governo ha deciso di rinunciare a un
atout fondamentale. La Svizzera ha detto addio al segreto bancario, accettando
lo scambio di informazioni con altre nazioni, e gli anni successivi hanno visto
un declino del sistema bancario, con conseguenze su tutta l’economia, sul
tessuto economico ed anche sui posti di lavoro. Quanto accaduto a Credit Suisse
è solo l’ultimo eclatante episodio, che mette a rischio l’intero comparto
finanziario nazionale.
L’erosione di un punto forte della
Svizzera in nome della par condicio con altri paesi è la dimostrazione di come
agire per accontentare la volontà altrui eroda il benessere della Svizzera.
Purtroppo la lezione non pare essere stata affatto imparata, poiché si
persevera, cedendo pezzo dopo pezzo quello che ci caratterizza da sempre: basti
pensare all’adesione alle sanzioni contro la Russia: da paese sovrano dobbiamo
difendere le nostre qualità, nell’interesse di tutti i cittadini! L’augurio è
che il disastro legato a Credit Suisse permetta di riflettere su quanto
l’identità sia fondamentale, indirizzando le prossime decisioni in modo più
consono alle peculiarità intrinseche della Svizzera, di cui i suoi cittadini
vanno giustamente orgogliosi ma che vedono spesso calpestate.
Frano Dragun, candidato UDC al Gran Consiglio

