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Umiliante sconfitta di Theresa May

Intanto Stati Uniti e Ue ammoniscono l’Italia a non sottoscrivere un accordo con la Cina sulla Nuova Via della Seta

Due fatti molto importanti stanno caratterizzando questa settimana: il dibattito parlamentare sulla Brexit e la decisa presa di posizione europea contro la Cina. Infatti l’Europa si schiera con gli Stati Uniti ed ammonisce il Governo italiano a non sottoscrive un Memorandum d’intesa riguardante la Nuova Via della Seta in occasione della visita del leader cinese in Italia il prossimo 22 marzo. Partiamo da Londra.

Il Parlamento britannico ha bocciato la nuova proposta di accordo sulla Brexit della premier britannica Theresa May. Ieri sera si è espresso sull’ipotesi di uscita dall’Unione europea senza intesa (al momento in cui scriviamo non sappiamo l’esito di questo voto). Ad ogni modo se il “No Deal” fosse bocciato, come indicano gli osservatori, si esprimerebbe in seguito sull’ipotesi di un rinvio della Brexit rispetto alla scadenza del 29 marzo che però potrà essere ottenuto solo se il Parlamento indicherà una via di uscita che potrebbe consistere in una revisione dell’accordo, con un altro accordo o infine per dare spazio ad un referendum su cui si dovranno di nuovo esprimere i cittadini britannici. Non è assolutamente prevedibile quale sarà l’esito di questa confusa battaglia parlamentare. E’ invece certo che l’ex primo ministro laburista Tony Blair e gli ambienti vicini alla City londinese puntano ad una consultazione popolare per rovesciare il verdetto popolare. Come detto, è impossibile prevedere come finirà questa partita. Certamente un nuovo referendum, il cui esito smentisse il precedente verdetto popolare, rappresenterebbe una vittoria dei grandi gruppi di interesse finanziari ed economici. Invece, un’uscita senza accordo dall’Unione non provocherebbe quel disastro per l’economia britannica che molti paventano. Staremo a vedere cosa succederà.

Oscurata dalla battaglia parlamentare sulla Brexit, vi è stata un’implicita e troppo trascurata grande decisione di Bruxelles sulla Cina. L’Unione europea non si è solamente allineata con le posizioni americane sui problemi commerciali, sulla protezione della proprietà intellettuale e sugli investimenti cinesi, ma ha (ammonendo l’Italia) dichiarato che l’adesione di un Paese europeo alla Nuova Via della Seta rappresenta una minaccia alle alleanze occidentali del Vecchio Continente e quindi una minaccia geopolitica. Ciò vuol dire che l’Europa si è schierata preventivamente con Washington in quella che si prefigura come una nuova guerra fredda. I segnali in questa direzione non mancano. Gli Stati Uniti temono l’ascesa della Cina che ritengono minacci la loro posizione di unica superpotenza. Per l’Europa l’interesse dovrebbe e potrebbe essere diverso: difendere i propri interessi commerciali ed economici nei confronti dei cinesi, ma non chiudere a Pechino anche per cercare di avere qualche carta da giocare per non essere continuamente sottomessi agli Stati Uniti. Bruxelles non vuole percorrere questa strada per timore delle ^reazioni americane. Eppure la Nuova Via della Seta è un grande progetto di centinaia di miliardi di investimenti infrastrutturali tesi ad un unire il continente euroasiatico attraverso una via marittima e una terrestre. E’ chiaro che l’unione del continente euroasiatico ha sempre spaventato le potenze marittime: prima l’Impero britannico e ora gli Stati Uniti non vogliono che questo progetto abbia successo perché indebolirebbe la loro posizione di forza.

Il Governo italiano in una dimostrazione di fierezza non si è finora piegato, sottolineando che la firma del Memorandum d’intesa non scalfisce minimamente gli impegni presi da Roma con gli alleati occidentale e l’appartenenza del Paese all’Alleanza atlantica. Serve invece a migliorare i rapporti commerciali con la Cina e a rilanciare l’economia italiana. Da sottolineare è che questo passo è stato fortemente voluto dal sottosegretario leghista Michele Geraci, ma che oggi invece è proprio la Lega di Matteo Salvini ad esprimere le maggiori preoccupazioni, mentre il Movimento 5Stelle è deciso a non mollare. Molto probabilmente non si sbaglia troppo a pensare che da Washington sia giunti tirate d’orecchio a Matteo Salvini che lo hanno spinto a fare questa giravolta. Ovviamente la stampa italiana e i circoli finanziari hanno fatto da altoparlanti dei timori americani ed europei dando quindi credito alla propaganda che vuole presentare la Cina come il nuovo grande nemico dell’Occidente. In realtà, l’Occidente è in declino e sempre piu’ frantumato e ha bisogno di un nemico per ricompattarsi ed anche per calmare una popolazione sempre piu’ scontenta.

In conclusione, mentre la Gran Bretagna sta faticosamente scegliendo la sua strada, l’Unione europea perde un’occasione per dimostrare la propria indipendenza e si conferma un fedele vassallo degli Stati Unirti.

Alfonso Tuor

Redazione | 14 mar 2019 05:45

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