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Stati Uniti, un pareggio per Donald Trump

I democratici conquistano la Camera, ma i repubblicani rafforzano la loro maggioranza al Senato

Queste elezioni di medio termine hanno visto una ripresa elettorale dei democratici che hanno riconquistato la maggioranza alla camera dei rappresentanti, ma anche una tenuta dei repubblicani che hanno rafforzato la loro maggioranza al Senato. Si può parlare in effetti di un pareggio per Donald Trump e forse anche di un successo, poiché di solito il partito del presidente perde le elezioni di medio termine.

La prima impressione è che Donald Trump sia riuscito a fidelizzare i propri elettori, da un canto, e a spingere molti cittadini che lo detestano (giovani, donne e minoranze) a recarsi alle urne. Dunque i democratici avanzano, ma i repubblicani mantengono i loro consensi elettorali. In questa direzione induce anche la geografia del voto con i democratici che vincono nelle regioni della costa dell’Oceano Atlantico e quella del Pacifico, mentre i repubblicani mantengono il predominio di quelle interne.

Queste elezioni confermano la profonda divisione politica del Paese già manifestatasi due anni fa con l’elezioni di Trump alla Casa Bianca. Da una parte vi è l’America profonda rimasta fedele a Donald Trump; dall’altra, vi è l’America liberal e progressista che non solo non condivide le sue politiche, ma lo detesta a tal punto da volerne la rimozione. Gli ottimi risultati economici e anche il boom di Wall Street non sembrano aver inciso in modo significativo sul voto degli americani. Infatti lo stesso Donald Trump nei suoi comizi elettorali ha puntato molto più sull’immigrazione negli Stati Uniti e soprattutto ha agitato quella che ha definito l’invasione di una carovana di disperati che partendo dai Paesi dell’America centrale si sta dirigendo verso gli Stati Uniti.

Si può tranquillamente affermare che ormai vi sono due Paesi diversi negli Stati Uniti che hanno visioni completamente opposte su quasi tutto. Questa radicalizzazione su fronti opposti è destinata a sopravvivere all’attuale amministrazione repubblicana, poiché queste profonde divisione politiche hanno il loro retroterra in ambienti economici e sociali completamente diversi e soprattutto in una visione culturale e del futuro degli Stati Uniti completamente opposta. Si tratta di una radicalizzazione delle divisioni politiche che si sta cominciando ad avvertire anche in Europa.

Ora quali saranno gli effetti della perdita della maggioranza alla Camera? Non molte. In estrema sintesi, Donald Trump perde la capacità di lanciare iniziative di politica interna se non hanno il sostegno democratico. E’ prevedibile un grande scontro tra i due partiti quando bisognerà alzare il limite di indebitamento dello Stato americano, che nel frattempo è fortemente salito. La politica estera e anche quella commerciale continueranno ad essere determinate dalla Casa Bianca. Non è quindi prevedibile alcun cambiamento. Per Wall Street il controllo democratico della Camera non è una buona notizia. I democratici cercheranno infatti di revocare le deregolamentazioni di numerose leggi e disposizioni amministrative volute da Trump. Inoltre la banca centrale americana sarà meno intimorita nell’alzare i tassi di interesse e quindi a normalizzare la politica monetaria americana.

Tornerà alla ribalta la minaccia democratica di impeachment del Presidente? Come ha scritto il settimanale inglese “The Economist”, è molto improbabile che i democratici lancino una procedura di impeachment se non vi sono colpi di scena nell’inchiesta sul cosiddetto Russiagate che finora non ha portato a nulla. L’attacco democratico a Trump si manifesterà invece nell’apertura di procedure di inchiesta parlamentare sui presunti atti di riciclaggio di soldi sporchi da parte di Trump e sui favori ottenuti dalle sue società in Medio Oriente e soprattutto in Arabia Saudita e negli Emirati. In conclusione, Donald Trump non è stato steso al tappeto da una grande ondata elettorale democratica. Anzi rafforzando il controllo del Senato non è uscito sconfitto da queste elezioni. Si può dire che ha pareggiato ai punti. Dunque, non sarà sicuramente una “anatra zoppa”.

Redazione | 7 nov 2018 07:03

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