Variante inglese: “Da noi si diffonde rapidamente”
Le misure di contenimento messe in atto dal Consiglio federale lo scorso dicembre però fanno sì che i contagi siano ridotti. Cerny sulla strategia di riapertura a tappe del Governo: “Intervallo necessario”
Redazione
Variante inglese: “Da noi si diffonde rapidamente”

Sono sempre di più le segnalazioni di focolai di varianti del Coronavirus. È come se si vivesse ormai solo con le varianti; quella inglese, sudafricana e brasiliana le più conosciute. Ma, notizia di pochi giorni fa, a Viggiù è scoppiato un focolaio di variante scozzese. I colleghi di Teleticino hanno fatto il punto sulla situazione epidemiologica con il direttore dell’Epatocentro Ticino, Andreas Cerny.

La terza ondata è un rischio concreto?
“Le varianti del virus si sono già osservate dall’inizio dell’epidemia. Quello che hanno di particolare le varianti inglese, sudafricana e brasiliana è che sono più contagiose. Soprattutto da noi la variante inglese si sta diffondendo più rapidamente ma le misure introdotte tendono ad avere un numero di infezioni ridotto”.

Sono varianti che si conoscevano da tempo, è stata sottovalutata la portata delle mutazioni?
“Le varianti solitamente portano poche alterazioni nella struttura genetica ma queste varianti hanno acquisito molti cambiamenti che fanno sì che siano più infettive e sembrano anche più pericolose”.

In quest’ottica, quanto deciso ieri da Berna è sopportabile o il lieve allentamento rischia di complicare la situazione?
“Trovo che questo procedere sia giusto, anche la tempistica. Abbiamo imparato che dopo la prima ondata in estate gli allentamenti sono stati fatti con un intervallo di due settimane ed era troppo breve per capire le misure di allentamento. Questa volta il Governo ha deciso di allentare dando quattro settimane di tempo ed è un intervallo necessario”.

A proposito di vaccini, tanto se ne parla e poco si sa sugli effetti sulle varianti.
“Sarei più positivo, quello che vediamo ora in Israele è un successo abbastanza spettacolare. La campagna fatta e ben coordinata ha portato a una netta diminuzione del carico sanitario. Ci sono certe incertezze sulla copertura delle varianti, ma il vaccino dovrebbe coprire la variante inglese”.

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