Una mozione per portare il 5G in Ticino
A chiederlo sono i deputati leghisti Boris Bignasca e Amanda Rueckert. "Mancano progetti pilota"
Redazione
Una mozione per portare il 5G in Ticino
Una mozione per portare il 5G in Ticino

I deputati leghisti Boris Bignasca e Amanda Rueckert hanno inoltrato una mozione con cui chiedono che vengano previste nel diritto cantonale le disposizioni necessarie alla posa di una rete idonea alla diffusione del 5G in Ticino.

"La rete di quinta generazione 5G, più che un cambiamento di tecnolgia è da considerarsi un cambiamento di paradigma del settore delle telecomunicazioni. Rispetto alle attuali tecnologie di comunicazione mobile (3G e 4G) il 5G presenta vantaggi essenziali soprattutto per lo sviluppo delle nuove tecnologie - evidenziano i mozionanti - Nel corso del mese di febbraio, la Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) ha attribuito le concessioni per le nuove frequenze agli operatori di comunicazione mobile per l’introduzione del 5G che sarà funzionante nel corso del 2020 in Svizzera".

In Ticino, tuttavia, "non sono stati sviluppati dei progetti pilota per testare le possibilità di sviluppo e i limiti dovuti alla mofologia del territorio perché la regolamentazione attualmente in vigore crea dei problemi agli operatori". Per Bignasca e Rueckert "si rischia dunque che Europa, Stati Uniti, Cina e anche l’Africa siano tecnologicamente più avanzate del nostro Catone".

"In virtù degli sforzi finanziari effettuati dal Cantone e dal contribuente per una mobilità pulita, per uno sviluppo tecnologico intelligente, per la realizzazione di smart city e non da ultimo per lo sviluppo territoriale, ci si domanda se la strategia perseguita per raggiungere gli obiettivi sia quella che più corrisponde alle aspettative del cittadino e dell’economia. Proseguire nella situazione attuale significa isolare il Cantone dal resto del mondo ed in ogni caso dal mercato globale".