“Un panino da Zurigo fino a Bellinzona”
Anche sulla tratta ferroviaria del San Gottardo c’è chi si dilunga nei pranzi per evitare di indossare la mascherina. Stroppini: “Per il personale è difficile”
di teleticino/ls
“Un panino da Zurigo fino a Bellinzona”
Foto Shutterstock

Fatta la legge, fatto l’inganno. È ormai in vigore da qualche mese in Svizzera l’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi pubblici. Ma c’è chi ha individuato un sotterfugio per poterla togliere, ovvero durante i pasti. Una nuova “moda” che non piace ai viaggiatori né al personale del treno, che denuncia. “La nostra sicurezza è a rischio”. Il problema è stato sollevato ieri dal portale watson. Ma questo problema è reale anche in Ticino? Teleticino lo ha chiesto al sindacalista Angelo Stroppini, segretario del sindacato del personale dei trasporti (SEV). “Si è un problema reale secondo quanto ci segnala il personale del treno sulla tratta del Gottardo” risponde il sindacalista. “Da una parte c’è un aumento di viaggiatori che mangiano sul treno, dall’altra c’è chi si dilunga nei pasti, con persone che iniziano a mangiare un panino a Zurigo e lo finiscono a Bellinzona. Questo mette poi nella posizione il personale del treno di dover intervenire. Molte volte il personale si trova in difficoltà: da una parte ci sono persone che difendono la scelta di cibarsi, dall’altro ci sono giustificate lamentele da parte della clientela, che chiedono al capotreno di far rispettare le regole”.

Quali quindi soluzioni? Per Stroppini le FFS hanno fatto molto sul tema coronavirus all’interno dell’azienda per tutelare il proprio personale, ma un po’ meno verso l’esterno. “All’esterno ci si basa piuttosto sulla responsabilità individuale dei viaggiatori, ma le stesse FFS non si sbilanciano più di quel tanto a imporre delle regolamentazioni ulteriori”, sostiene il sindacalista. A questo proposito Stroppini dona qualche consiglio, come quello di impedire azioni pubblicitarie private che vengono fatte per distribuire bevande o cibo all’interno delle stazioni. Questo proprio per evitare che i viaggiatori si presentino sul treno e consumino quanto offerto. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di chiedere alle persone che non portano la mascherina di presentare un certificato. Sul Forum delle FFS c’è invece chi ipotizza di introdurre un divieto generale di consumare bevande e cibi sui treni, almeno per un periodo limitato nel tempo. Per Stroppini questa misura dipenderebbe molto dall’evoluzione del coronavirus. Inoltre non si può generalizzare il problema. Per il sindacalista un’ipotesti potrebbe essere quella di mangiare unicamente nel vagone ristorante su un treno a lunga percorrenza e non più al proprio posto.

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