Semetina: “Sospendere i responsabili”
La Lega di Bellinzona reagisce all’apertura dell’inchiesta penale nei confronti dell’ospizio chiedendo la sospensione del capodicastero Giorgio Soldini e dei due direttori
di MJ
Semetina: “Sospendere i responsabili”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti

Dopo l’apertura dell’inchiesta penale sull’operato della Casa anziani di sementina durante la pandemia, la sezione della Lega dei Ticinesi di Bellinzona attacca le autorità, chiedendo la sospensione del direttore generale Silvano Morisoli, della direttrice sanitaria della struttura e del capodicastero dei Servizi sociali Giorgio Soldini, che negli scorsi mesi avevano più volte risposto a varie interpellanze definendo “regolare”, la situazione.

“Esistono fondati sospetti”
“Se fosse stato tutto regolare e perfetto”, scrivono i firmatari, “come hanno dichiarato più volte il sindaco e il capodicastero Servizi sociali rispondendo alle interpellanze, tutte le segnalazioni sarebbero sfociate in un non luogo a procedere”, invece “Il fatto che il Ministero pubblico, e per esso il procuratore generale Pagani e la procuratrice pubblica Pedretti, dopo aver interrogato più persone e aver sequestrato documenti, abbia aperto un procedimento penale contro i vertici della Casa per anziani di Sementina, significa che almeno dei fondati sospetti di reato sussistano”.

Chieste tre sospensioni
Per questo, si legge, “appare intollerabile che la direzione generale e quella sanitaria della Casa per anziani continui bellamente a gestire la stessa in un momento in cui la pandemia ricomincia a far paura”. Allo stesso modo si “torna a richiedere” la sospensione del capodicastero Giorgio Soldini “che ha sempre tranquillizzato la popolazione affermando in modo irresponsabile categoricamente che tutti i protocolli erano stati seguiti alla perfezione”. Questo, “nonostante la presunzione d'innocenza”.

“L’arroganza del Municipio”
“Infine”, scrive il movimento, “rimarchiamo come il Municipio abbia sempre inveito in modo arrogante contro chi sollevava legittimi dubbi. Giova ricordare la reazione ad alcuni servizi della RSI che avevano intervistato famigliari di persone decedute e dipendenti della struttura di Sementina. Era forse meglio tacere e aspettare l’esito degli accertamenti”. “A conferma della sua supponenza”, si legge infine, “ieri il Municipio, malgrado l’inchiesta in corso, si è affrettato nel ribadire la piena fiducia e sostegno nei confronti delle persone inchiestate”.

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