La guerra non incide sul prezzo del grano
Quasi l’80% del fabbisogno viene coperto con la produzione nazionale. Simona: “Le importazioni non sono così determinanti”
di Teleticino/T.S.
La guerra non incide sul prezzo del grano

“Vediamo che in generale i nostri clienti comprano di più. Si vede che hanno paura di restare senza pasta”. Così si esprime ai microfoni di Ticinonews Alberto Simona, titolare dell’omonimo pastificio. Il suo prodotto si vende bene in questo periodo e la spiegazione, a suo dire, è da ricercare nella paura di rimanere senza. Russia e Ucraina coprono insieme un terzo delle esportazioni di grano del mondo, ed è infatti di pochi giorni fa l’appello dell’Onu: “Riaprite i porti, c’è fame nel mondo”. A Odessa si è fermi da due mesi, con il conflitto che sta causando un’ondata collaterale di fame che si diffonde attraverso il globo. Tanto che secondo il World Food Programme ci saranno 47 milioni di affamati in più.

La situazione in Svizzera

La Svizzera, in questo senso, si può ritenere fortunata. “Per questioni di politica interna, in Svizzera la produzione nazionale copre quasi l’80% del fabbisogno di grano tenero, quindi le importazioni non sono così determinanti”. I contratti più recenti, inoltre, “sono stati fatti nel novembre dell’anno scorso, quindi prima della guerra”. Simona afferma che al momento il conflitto non sta modificando i prezzi, anche perché il nostro Paese acquista da altri mercati. Il costo della sua pasta, invece, recentemente è cresciuto, ma, spiega, il conflitto non c’entra: i motivi sono altri e si ricollegano alla siccità.

Futuro incerto

Nel pastificio di Magadino lavorano 15 persone e vengono prodotte 3'000 tonnellate di pasta, con un centinaio di varianti. Il futuro, secondo Simona, non è così semplice. Aldilà del costo del grano, la guerra sta avendo comunque il suo peso, soprattutto per il costo di gasolio e materie prime. Infine, operare in questo settore diventa sempre più complicato. A ripagarlo, però, c’è il prodotto finito da assaporare. “La pasta non è come, ad esempio, un dolce, che viene prodotto e poi lo si mangia così com’è. La pasta ogni volta può essere diversa, a seconda della fantasia di chi la cucina”.

Loading the player...
  • 1