"Inciuci? Se è così me ne vado"
L'esito dell'asta pubblica di oggi a Lugano riaccende nuove polemiche. Bianchetti e Jermini contro Foletti
Redazione
"Inciuci? Se è così me ne vado"
"Inciuci? Se è così me ne vado"

È stata venduta all’asta la proprietà nel nucleo di Castagnola oggetto di una polemica in casa Lega tra il municipale Michele Foletti e il consigliere comunale Gianmaria Bianchetti. Lo stesso Michele Foletti ci ha confermato che l’abitazione di due locali con vista lago è stata acquistata per 650'000 franchi (pari al piede d’asta) dall’unica partecipante all’asta, la proprietaria del fondo confinante. La seconda asta in programma oggi è invece andata deserta.

L'esito dell'asta pubblica non mancherà di riattizzare le recenti polemiche: lo scorso anno, ricordiamo, il Municipio aveva chiesto l’autorizzazione al Consiglio comunale per la vendita dell’immobile alla proprietaria del fondo confinante. La Commissione della gestione aveva ritenuto “inopportuna” questa procedura e aveva richiesto una vendita all’asta del sedime.

Da qui le prime critiche: come riportato a suo tempo da La Regione, il consigliere comunale leghista Gianmaria Bianchetti aveva definito una “presa in giro” la decisione del Municipio di fissare l’asta per il 29 luglio, "dal momento che la maggior parte delle persone sono in vacanza". Bianchetti, che aveva trovato il sostegno di Marco Jermini (PS), aveva ritenuto "ridicole" le spiegazioni di Foletti (“in Ticino si va in vacanza in agosto”)  e aveva addirittura paventato le dimissioni dalla Lega dei ticinesi. Da qui il dubbio su un presunto favoritismo "orchestrato" da Foletti in favore della proprietaria del fondo vicino.

“Come volevasi dimostrare...” sottolinea ai nostri microfoni Marco Jermini dopo aver appreso dell'esito dell'asta. “Non vale la pena di commentare. È come lottare contro i mulini a vento. Se l’asta si fosse tenuta a metà settembre vi sarebbe stata probabilmente una maggior partecipazione e quindi un maggiore ricavo per la città”.

“È un predicare bene e razzolare male - ha proseguito - il Municipio sembrava essersi dato una girata, una parvenza di legalità, ma l’insistenza con cui Foletti ha portato avanti la questione è decisamente sospetta…”.

Lo stesso Foletti aveva a sua volta puntato il dito proprio contro la Commissione della gestione: “Ci hanno rimproverato di non aver incassato i 650'000 messi a preventivo, ma non abbiamo potuto farlo perché loro non avevano ancora elaborato il rapporto".

Accuse che Jermini rispedisce al mittente: “Sono balle, la Commissione ha impiegato tanto tempo a licenziare il messaggio perché non ci hanno dato le informazioni necessarie che abbiamo richiesto.”

Anche Gianmaria Bianchetti non è sorpreso dell'esito dell'asta: "Si dimostra come Foletti non sappia come funzionino le vacanze in Ticino - ha commentato con una vena di ironia - Ciò conferma che se l'asta si fosse tenuta a settembre vi sarebbero state sicuramente più persone interessate".

"I favoritismi ci sono stati da quando hanno raccontato tutta una serie di frottole basate sulla fantasia per favorire una persona in aperta violazione della LOC - ha commentato l'avvocato luganese - Come cittadino ho fatto il mio dovere. L'obiettivo era la vendita all'asta dell'immobile in piena legalità, per garantire l'introito maggiore possibile per la città".

Bianchetti aveva paventato le dimissioni dalla Lega qualora non si fossero risolte certe incomprensioni. Una possibilità che, dopo l'esito di oggi, non si sente di escludere: "Con la Lega i rapporti sono ottimi. Sono entrato in questo partito per lottare contro questo tipo di inciuci, ma se questa è la prassi anche in casa leghista mediterò sul da farsi. Incontrerò i vertici e deciderò".

Immediata la replica di Michele Foletti, che da parte sua smorza le polemiche sulla data scelta e su possibili favoritismi: "Al sopralluogo hanno partecipato diverse persone potenzialmente interessate, ma il prezzo fissato dal Municipio è stato ritenuto troppo alto. L’unico realmente interessato è stato il confinante, che oggi si è aggiudicato l'immobile in questione".

"Suppongo quindi che non sarebbe cambiato nulla se l’avessimo indetta a metà settembre o a ottobre - ha proseguito Foletti - Il Municipio ha indetto l'asta come richiesto, nell'interesse della città".

"Nel bando - fa notare ancora il municipale leghista - abbiamo inoltre specificato gli interessati avrebbero pottuto farsi rapprtesentare da terzi".