Il freddo preoccupa l’agricoltura
Nelle prossime notti, a causa di una corrente artica, vi è il rischio di gelate notturne, un problema per l’agricoltura che ha già avviato la stagione
Redazione
Il freddo preoccupa l’agricoltura
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

Prima le temperature estive poi il gelo. È quanto di peggio un agricoltore possa chiedere in primavere e in questi giorni questo si sta avverando. In Ticino, dopo alcune settimane con temperature particolarmente miti, un fronte di aria artica sta sconvolgendo la situazione. A Nord delle Alpi si è vista addirittura la neve, mentre in Ticino grazie al favonio la situazione è meno estrema, ma anche qui la colonnina di mercurio è crollata.

“Questo preoccupa molto”, racconta a Radio3i il segretario agricolo dell’Unione contadini ticinesi Sem Genini, “è chiaro che non è iniziata molto bene la stagione, manca l’acqua, stiamo soffrendo questo; poi c’è il vento e adesso queste possibili gelate notturne che preoccupano molto”.

Il rischio di gelate al suolo, che sarà al suo apice nelle prossime notti quando il favonio diminuirà di intensità, rischia di compromettere le coltivazioni e le germinazioni partite con le temperature del mese di marzo. “Un paio di settimane fa in Vallese c’è stata la problematica per gli albicocchi anche qua sarà dura. La viticoltura è già partita e anche l’orticoltura, speriamo che le temperature non vadano sotto troppo, speriamo che si stiano sbagliando”, afferma Genini.

Saranno quindi notti di passione per gli agricoltori ticinesi, anche perché c’è ben poco da fare per combattere il freddo. “Specialmente in grandi coltivazioni non è facile fare qualcosa contro questo gelo, non è che si possono coprire tutte le coltivazioni”, constata il segretario dell’Uct.

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