GastroTicino, la sfida è la ricerca del personale
Dopo la pandemia il settore della ristorazione si trova di fronte a nuove incognite. Tra queste il rincaro delle materie prime e il costo dell’energia. Per il futuro la parola chiave è attrattività
di Teleticino/sca
GastroTicino, la sfida è la ricerca del personale
Immagine CdT/Chiara Zocchetti

“La ristorazione per certi versi sta anche abbastanza bene.” Debutta così Massimo Suter, presidente di GastroTicino, ai microfoni di Ticinonews. “È chiaro che il futuro è abbastanza nebuloso, quindi non si sa bene cosa accadrà perché il 2020 e il 2021 sono stati due anni eccezionali e quindi bisogna fare un po' astrazione e metterli da parte. Il paragone -continua Suter- va fatto con il 2019, perché è quello il punto di ripartenza per avere delle cifre che valgano, che abbiano un rapporto con la realtà.”

La pandemia ci ha insegnato a guardare con ottimismo verso il futuro
“I due anni di pandemia sono stati durissimi”, ha spiegato, “ma ci hanno anche regalato due stagioni estive veramente forti e adesso ci stiamo rendendo conto che stiamo tornando alla tanto auspicata normalità.” “Questa normalità -continua il presidente di GastroTicino-è anche fatta di incognite e quindi dovremo imparare a convivere di nuovo con questa incertezza.” “Credo, comunque, che i due anni passati, con tutte le difficoltà vissute, ci abbiano permesso di aprire gli occhi e di trovare delle contromisure adatte per far sì che si possa comunque guardare con sano ottimismo al futuro” ha concluso.

Il rincaro delle materie prime
“Negli ultimi mesi il costo dell'energia che è salito alle stelle, così come il costo delle materie prime e quindi dovremo adottare delle contromisure per far quadrare i conti. Per farlo non possiamo fare leva solo su una maggiore frequenza nei nostri ristoranti perché lo svizzero tornerà ad andare al mare e dovremo compensare queste maggiori uscite con delle maggiori entrate”, ha detto Suter. Ma come? “Anche con delle metodologie dolorose come un aumento dei costi” ha risposto spiegando che “il rafforzamento del franco svizzero porta una minore concorrenzialità verso l'estero e quindi ci sarà una minor frequenza da parte dei paesi a noi lontani. Di conseguenza dovremo riuscire a compensare questo con il mercato interno, ma soprattutto con un sorriso,

con una professionalità tale che giustifichi i prezzi di vendita che applicheremo.”

La carenza del personale
“Il Ticino non fa eccezione e anche qui abbiamo problemi di personale” spiega il presidente di GastroTicino. “Soprattutto -specifica- di personale formato, quello che dà la qualità che cerchiamo.” E qui entrano in gioco le sfide future per il settore. “Dobbiamo fare in modo che chi ha lasciato il settore negli ultimi due anni perché non lo trovava più attrattivo, torni a lavorare da noi, ma soprattutto bisogna formare le nuove leve. Mi fa specie sapere che c'è ancora un 80% di posti di apprendistato liberi a livello nazionale” conclude Suter.

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