Esami all’Usi, ci sono piani alternativi
Il rettore Boas Erez risponde a coloro che temono di dovere sostenere gli esami di gennaio nel mese di settembre se impossibilitati a presenziare per isolamento o quarantena. Il numero uno dell’Usi garantisce poi per la sicurezza durante le prove
di Teleticino/daco
Esami all’Usi, ci sono piani alternativi
© CdT/ Chiara Zocchetti

L’Usi tiene la propria sessione d’esami in presenza, ma ciò “è quanto avviene in tutte le università svizzere”. Inoltre, questo corrisponde “a quanto auspicato dai sindacati svizzeri degli studenti, dai sindacati svizzeri degli insegnanti e da quanto preconizzato dal Consiglio federale”. Il rettore dell’Università della Svizzera italiana difende così la scelta dell’ateneo ticinese di tenere gli esami della prossima sessione, al via il 10 gennaio, in presenza e non a distanza.

Questa modalità aveva fatto storcere il naso a più persone per essenzialmente due motivi: il primo legato all’alternativa non prevista per gli studenti che, visto l’altissimo numero di contagi di questi giorni, si troveranno in isolamento o in quarantena, il secondo allo stesso rischio sanitario rappresentato dall’alto numero di persone all’interno di uno spazio chiuso.

Sessione di recupero a febbraio?
Erez, tuttavia, rassicura su entrambi i fronti. Al momento chi dovesse perdere la prossima sessione potrebbe in teoria recuperare solo in settembre. L’Usi ha però già pronti nel cassetto dei piani alternativi. Prima di svelarli, però, attende le prossime indicazioni del Consiglio federale. Sul tavolo ci sarebbe in particolare la possibilità di un eventuale recupero degli esami persi per forza maggiore in febbraio, subito prima della ripresa dei corsi, secondo Erez “una soluzione ideale, in quanto gli studenti sarebbero ancora freschi di studio”. Un annuncio non può essere tuttavia ancora dato perché in quelle settimane “non sappiamo ancora in quali modalità si potranno svolgere gli esami, quindi se in presenza o a distanza”.

“Nessun pericolo sconsiderato”
A chi invece ritiene inopportuno riunire nello stesso luogo un numero alto di studenti, Boas Erez risponde che “nelle aule potranno essere presenti solo studenti detentori di un certificato 3G, le distanze saranno rispettate e la mascherina sarà obbligatoria. Non stiamo di certo esponendo i nostri studenti a dei pericoli sconsiderati”.

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