“Ci prendiamo la nostra responsabilità”
Il Municipio chiarisce la propria versione dei fatti. “L’autorizzazione era solo per il tetto”. Per il futuro? “Unica via il dialogo, ma una figura ‘super partes’ è utile”
di Teleticino/MMINO
“Ci prendiamo la nostra responsabilità”

Il Municipio oggi ha presentato la sua posizione in merito a quanto accaduto due settimane fa all’ex Macello. In sostanza l’esecutivo non avrebbe autorizzato alla demolizione completa della struttura ma solo per il tetto. Tutto il Municipio – ha confermato Karin Valenzano Rossi ai microfoni di Radio3i – è d’accordo con questa ricostruzione dei fatti. “Sono d’accordo tutti quelli che erano stati interpellati in riferimento all’intervento prospettato per ragioni di sicurezza dalla polizia”, ha sottolineato la municipale. L’esecutivo ha anche deciso di aprire un’inchiesta interna per capire esattamente la dinamica dei fatti.

Perché solo oggi?
Ma perché arrivare solo ora con questa ricostruzione dei fatti? “Avremmo voluto capire dal principio cos’è successo ma non siamo stati in grado di farlo anche perché si è attivato il procedimento penale”, ha spiegato Valenzano Rossi. Anche il sindaco Marco Borradori ai microfoni di Teleticino ha sottolineato questo aspetto: “L’obiettivo – ha spiegato – era chiarirsi con i partner istituzionali per capire cosa fosse successo, in particolare con le polizie. Per questo ci è parso giusto comunicare la questione oggi, noi ci prendiamo la responsabilità per quello che abbiamo autorizzato”. Insomma, ad oggi sembra ci siano ancora molte zone d’ombra che spetterà al Ministero pubblico colmare.

La strada del dialogo
La strada per l’esecutivo luganese è quella del dialogo. “L’aspetto triste di questa vicenda – ha sottolineato Valenzano Rossi – è che non si sia mai riusciti davvero ad avere una vera comunicazione”. La municipale ha infatti sottolineato che il Municipio “resta aperto al dialogo come lo eravamo prima”. Dello stesso parere anche Borradori, il quale sostiene che con la presentazione ufficiale di un nuovo sedime (l’ex depuratore di Cadro) per l’autogestione il Municipio abbia “teso un braccio in maniera formale”. “Una sede ce l’abbiamo ed è la possibilità più facilmente attuabile”, ha ribadito Borradori. Per l’esecutivo, però, il confronto fra le parti dovrà sicuramente chiarire e ribadire che “le derive illegali che vanno contro il vivere civile non possono essere tollerati dalla città”.

La figura del mediatore sembra necessaria
In questi giorni, a più riprese, si è puntato il dito contro l’autogestione perché pare impossibile trovare una modalità di dialogo idonea a tutti. Per questo motivo Valenzano Rossi si auspica che “tutta l’autogestione di Lugano trovi una modalità per interloquire con noi per portare lo sguardo al futuro e trovare una soluzione”. Ad ogni modo, la figura del mediatore ora sembra quella più papabile. Ma chi potrà ricoprire questo ruolo? Il Municipio non fa nomi ma il sindaco ha confermato che “sono arrivate parecchie autoproposte di persone di valore accreditate come possibili mediatori e mediatrici”. Borradori, lo ricordiamo, in un’intervista a Matrioska aveva sottolineato la sua contrarietà a scegliere il rettore dell’Usi Boas Erez perché giudicato come una figura poco ‘super partes’.

Loading the player...
  • 1