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A processo il piromane di Lugano

Il perito: "L’imputato soffre di manie ossessive”. Zali bacchetta la pp Torricelli: “Perché non ha consegnato la perizia alla difesa?”

Agosto 2009. In soli cinque giorni scoppiano cinque incendi in altrettanti stabili del Luganese. Oggi dopo 15 mesi di carcere preventivo, Fabiano Michele Marchesi siede di fronte alla corte delle assise criminali di Lugano per rispondere del reato di incendio intenzionale aggravato.

“Dentro di me ci sono due persone: Michele e Fabiano. Michele è la parte buona. Fabiano è il sabotatore che fa di tutto per rovinarmi la vita”. Le parole, lette in aula dal giudice Claudio Zali, sono quelle contenute in un diario di oltre mille pagine scritte in carcere dall’imputato.

41.enne ticinese con una ventennale storia psichiatrica alle spalle, Marchesi deve rispondere anche del reato di appropriazione indebita e di falsità in documenti per aver sottratto dalle casse della casa Serena dove lavorava come contabile circa 100 mila franchi.

L’arresto giunge nell’agosto del 2009 dopo una telefonata alla redazione di Ticinonews nella quale l’imputato confessa di essere l’autore degli incendi.

Durante il dibattimento di stamane il giudice Zali ha messo l’accento soprattutto sulla vita psichica dell’imputato aggravata da un consumo cronico di alcool e benzo- azepine. Dalla perizia giudiziaria è emerso che il 41enne soffre di turbe e manie ossessive- compulsive. Su tutto valga l’episodio del 94: Marchesi ruba un auto, raggiunge di notte una pompa di benzina, si cosparge i vestiti con la miscela e poi entra nell’abitacolo dove si accende una sigaretta. Una gesto folle che gli costerà un trapianto di pelle per ustione di secondo e di terzo grado.

Sono episodi come questo che hanno condotto il giudice Zali a pensare che la prigione, forse non era il luogo ideale per Marchesi, a fronte soprattutto di una prima perizia psichiatrica che stabiliva una totale scemata imputabilità per l’imputato.

Rivolgendosi poi alla procuratrice Clarissa Torricelli, Zali ha espresso il suo fermo disappunto per la decisione della procuratrice di non consegnare alla difesa l’esito di questa prima perizia, in parte rivista nei complementi successivi. Ho sbagliato, ha risposto con un esile filo di voce Torricelli.

Un solo uomo oggi era seduto di fronte alla corte delle assise criminali, un uomo diviso in due. Fabiano quello che ha messo fuoco, e Michele quello che non ricorda nulla, quello che a cose fatte, deduce di essere stato il piromane di Lugano.

Accusa e difesa parleranno domani. La sentenza è attesa per giovedì.

joe | 1 dic 2010 09:53