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"Il sintomo principale è la mancanza di fiato"

Parla il dottor Garzoni della Clinica Moncucco, che ammonisce: "Possibile che quando riapriremo le porte l'epidemia ripartirà"

Il dottor Christian Garzoni, Direttore sanitario della Clinica Moncucco del Luganese, è intervenuto in collegamento al TG Speciale di Teleticino per parlare a 360 gradi, rispondendo alle domande più richieste dagli spettatori. Dottor Garzoni che ha visto, negli scorsi giorni, la trasformazione della clinica Moncucco in un ospedale Covid-19: "Il lavoro procede perfettamente secondo quello che ci aspettavamo, la struttura è stata completamente riconvertita per accogliere i pazienti Covid, eccetto una piccola area per pazienti oncologici. Oggi abbiamo aperto un altro piano dedicato e abbiamo in programma un ulteriore aumento di letti. Le cose vanno secondo i piani"

A rischio gli anziani, ma colpiti anche i giovani
"La situazione è estremamente seria. Ci ha colpito il fatto che al di là dei pazienti con i classici indicatori di rischio ci troviamo confrontati con pazienti giovani, dai 30 anni in su, con brutte polmoniti che vanno anche in cure intense. Non è un'influenza, nei giovani spesso causa solo sintomi tipo influenza ma non sempre, qua e là ci sono casi che la vivono molto peggio".

Se ho febbre e tosse, ho il coronavirus?
"Oggi è abbastanza probabile: l'influenza sta sparendo, oggi una persona con questi sintomi ha buone possibilità di avere il coronavirus. Tuttavia se ha solo un po' di febbre e non sta molto male è meglio restare a casa ed attendere la guarigione. A meno che ovviamente i sintomi non peggiorino".

Qual è il sintomo a cui prestare più attenzione? "La mancanza di fiato"
"Ci siamo resi conto con il fatto che abbiamo incentivato la popolazione a restare a casa, oggi arrivano in ospedale pazienti con quadri di polmonite avanzata. Il sintomo più importante è la mancanza di respiro: se basta fare qualche passo o qualche gradino perché manchi il fiato, allora siamo in presenza di un sintomo importante. Se viene in fretta il fiatone bisogna subito avvisare il medico del problema e il medico gli dirà cosa fare. I Checkpoint sul territorio gli vengono in aiuto e il paziente verrà verosimilmente inviato lì. Se lì il valore di ossigeno nel sangue sarà troppo basso verrà inviato a un pronto soccorso." Il dottor Garzoni ricorda però che "i checkpoint non sono dei poliambulatori aperti al pubblico. Al checkpoint si va solo se indirizzati da un medico o dalla guardia medica. Non sono delle strutture aperte al pubblico, bisogna andarci solo se indirizzati".

Come controllare se sto migliorando o peggiorando, specie se ho solo sintomi leggeri all'inizio?
"Di nuovo, l'elemento che uno deve osservare con attenzione è la mancanza di fiato. La febbre è una cosa che i pazienti hanno spesso, la tosse secca accomuna anche molte persone ma non è obbligatoria. Però, se si sviluppa una mancanza di fiato in quel momento è necessario consultare il proprio medico"

Quando viene eseguito un test con il tampone?
"Oggi le capacità di eseguire tamponi sono abbastanza alte ma questi sono ancora dedicati alle persone ospedalizzate e al personale sanitario. Perché bisogna stare attenti e tenere gli ospedali liberi da questo virus, il personale se risulta positivo viene subito lasciato a casa per evitare un'ulteriore diffusione."

Quando si potrà dire finalmente: "È finita"?
"È la domanda delle domande. Restano dei punti aperti estremamente rilevanti. Noi per esempio non sappiamo la percentuale di popolazione che si è già ammalata: più questa è alta e meno si diffonderà il virus una volta riaperti i nuclei famigliari. Quindi decidere come e quando riaprire i nuclei famigliari è una cosa ancora da definire, perché in quel momento c'è il rischio che il virus riprenda a girare tra la popolazione". Ma indicativamente? "La durata dell'epidemia era stata stimata sulle 12-14 settimane, ma penso che avrà un decorso più lungo perché oggi abbiamo chiuso la società, abbiamo artificialmente bloccato l'epidemia: chiaro che quando riapriremo le porte delle case quest'epidemia rischia di ripartire, anzi ripartirà sicuramente, sono in corso discussioni sui tempi".

L'unica soluzione è quindi trovare un vaccino o un antidoto?
"Il vaccino sarebbe sicuramente la soluzione, al momento non l'abbiamo. I tempi di ricerca si stimano in molti mesi o un anno, e nel frattempo non potremo sicuramente continuare a restare chiusi in casa come adesso".

Il caldo sconfiggerà il virus?
"Non c'è ancora una risposta a questa domanda. Stiamo vedendo che il virus si sta diffondendo in tutto il globo, anche in Paesi che hanno un clima più caldo del nostro, per esempio nei Paesi africani dove il contagio si sta diffondendo, anche se non ci sono i dati, perché non ci sono i test per farli. Staremo comunque a vedere cosa succederà quando le temperature in Europa si alzeranno un po'"

Si sarebbe immaginato, due mesi fa, di trovarsi in questa situazione?
"Ad essere sincero no. Quando si è cominciato a discutere del Coronavirus in Cina tutta la comunità scientifica aveva speranza si potesse contenere all'interno del Paese asiatico, viste le drastiche misure prese dal Governo cinese. Purtroppo, abbiamo fatto i conti senza l'oste, i collegamenti del mondo globalizzato hanno fatto sì che il virus lasciasse la Cina. Io ricordo che già quando sono emersi i primi casi in Italia ho avuto la netta impressione che la nostra vita sarebbe cambiata. L'epidemia era ormai su scala globale, era chiaro che ormai il virus era fuori controllo."

Teleticino/MJ | 26 mar 2020 19:32

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