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La vita dell'artista è più dura che mai

Chi vive d'arte in questo periodo si trova a campare di incertezze, ancora più del solito, ma ognuno prova a riciclarsi come può

Tempi duri per tutti, quelli del coronavirus, ma in misura particolare per gli artisti: sono stati loro infatti i primi a soffrire dei divieti di assembramento, spesso trovandosi con eventi cancellati pochi giorni prima dell'esibizione. Le poche sicurezze economiche per il futuro quindi, spesso già una costante nel mestiere, sono diventate ancora meno, spingendo molti a riciclarsi come possono. È il caso del cantautore nostrano Paolo Tomamichel che ha composto un'invocazione a Nicolao de la Flue, santo patrono della Svizzera che già nel 1940 si disse aiutò il Paese a restare fuori dalla seconda guerra mondiale. La speranza è che ci aiuti ancora contro "‘na peste ch’a gira pinína, catíva, bastarda, la ta fa mörí in lécc senza el fiaa gnanca pü per pregá". Altri, come Giacomo Morandi, artista ed editore musicale del Mendrisiotto, ha pensato di dedicare un'ora settimanale della programmazione della sua Chiasso TV agli anziani, per poterli raggiungere nonostante la distanza fisica.

E se i "vecchi" del settore faticano, soffrono anche i giovani. È il caso di Francesco, musicista Jazz di 32 anni che proprio in questi giorni sarebbe dovuto partire in tournée con il suo gruppo, Stahlwerk. Molte le destinazioni svizzere e ticinesi, ma anche Vienna e Bratislava. Ora invece si trova confinato nel suo appartamento, e non nega che la situazione è difficile: "Per fortuna stiamo per pubblicare un nuovo album, che dovrebbe garantirci qualche entrata, ma non nego di essere ormai in rosso da due mesi". Anche perché, come per molti altri nel settore, non sempre si riesce a vivere di sola arte e molti dei lavori accessori che aiutavano a portare a casa la pagnotta, siano essi manovalanza o lavori su chiamata, non sono più disponibili. "La mia speranza è di riuscire a organizzare più lezioni di musica online per compensare. Per il momento l'offerta non è decollata, ma forse in questo periodo in cui tutti abbiamo molto più tempo libero ci sarà anche più voglia di coltivare le proprie passioni".

Una mano da Berna
Molte le associazioni che in questo periodo hanno contrattato con Berna per vedere se ci fosse disponibilità per degli aiuti specifici al settore. Sonart per esempio, un'associazione di categoria a livello svizzero, cerca di garantire delle idennità ai musicisti che si sono visti annullare concerti ed eventi e in poche settimane si è vista presentare richieste di indennizzo per oltre 5 milioni di franchi, destinate probabilmente ad aumentare. Tanti, per una singola associazione. E la Confederazione ha risposto positiviamente, venendo in aiuto al settore con un pacchetto di aiuti finanziari oltre alla possibilità per molti di presentare domanda di indennità di lavoro ridotto come lavoratore indipendente alla cassa di compensazione. C'è quindi qualche speranza per chi, nel ramo, fatica ormai ad arrivare alla fine del mese.

MJ | 25 mar 2020 22:11

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