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Cavalli: "Chiudere le frontiere non risolverà il problema"

L'oncologo si è espresso in merito all'epidemia del coronavirus nella vicina penisola. E specifica: "Il coronavirus non è la peste"

Il bilancio delle vittime del coronavirus nella vicina penisola continua a salire, così il numero dei contagiati. Per ora, tutte le vittime sono over 60 e già con gravi condizioni fisiche. Sul tema si è espresso anche Franco Cavalli, l’oncologo che ai microfoni di Teleticino ha spiegato: “Il coronavirus non è la peste, è un’epidemia non molto più pericolosa dell’influenza normale che ogni anno fa centinaia di morti anche da noi”.

Le vittime
Per quanto riguarda i morti, Cavalli spiega “è evidente che la stragrande maggioranza dei decessi sono persone con già malattie o persone anziane. Quindi non bisogna lasciarsi andare a reazioni di tipo isteriche”.

Chiudere o non chiudere le frontiere?
A causa del coronavirus c’è anche chi ha proposto di attuare misure di sicurezza alle frontiere, per esempio chiudendole così da impedire ai frontalieri di propagare il virus. “Lasciamo fuori i frontalieri? E poi dovremmo chiudere gli ospedali visto che il 25% del personale infermieristico è frontaliere” ha detto senza mezzi termini l’oncologo che ha precisato “senza il personale medico italiano, comunque in Ticino avremmo già dovuto chiudere tutti gli ospedali”.

Chiudere i carnevali, ecco la misura da prendere
“Se si voleva fare qualcosa di molto prudente bisogna proibire il carnevale, tutti gli assembramenti e tutte le manifestazioni sportive” ha detto Cavalli. “Ma non facciamo credere che chiudendo le frontiere evitiamo il problema. I virus non sono così intelligenti da capire dove sono le frontiere” ha poi concluso.

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Teleticino | 24 feb 2020 22:30

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