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"Confuso e disumano, basta inasprire le naturalizzazioni"

Lepori e Sirica criticano la decisione del Parlamento di estendere a 10 anni il periodo di attesa senza aiuti sociali

La decisione del Gran Consiglio di inasprire i criteri per ottenere la cittadinanza svizzera, estendendo a 10 anni il periodo di attesa senza aiuti sociali, non piace ai deputati socialisti Carlo Lepori e Fabrizio Sirica, secondo cui la misura è "figlia di una politica xenofoba e discriminatoria", che colpevolizza gli stranieri e le persone in difficoltà. 

"La proposta è confusa e poco umana" ribadiscono i due deputati in una nota. "Confusa e declamatoria perché dall’ultima revisione, entrata in vigore l’anno scorso, per chiedere la naturalizzazione bisogna avere il permesso di domicilio (C), per il quale già sono esclusi coloro che percepiscono l’assistenza. L’ordinanza federale inoltre parla di 3 anni: quale senso ha inasprire ulteriormente il criterio passando a 10 anni? Considerando che il periodo di residenza minimo in Ticino per poter chiedere le naturalizzazione". 

Ma l'indignazione sorge soprattutto "dalla cultura disumana che trasmette, secondo cui gli stranieri sono avidi e sfruttatori del nostro benessere" rincarano Sirica e Lepori. Messaggi che non si limitano più ad apparire "su una certa stampa demenicale", ma che si sono radicati "in tutti i partiti borghesi che hanno votato questa proposta". 

"Come Partito Socialista", concludono i due deputati, "ci opponiamo fortemente a questa cultura disumana del sospetto e del disprezzo verso chi è venuto nel nostro paese per contribuire al nostro benessere. Da parte nostra continueremo a impegnarci anche in futuro per una cultura dell’accoglienza di chi è in difficoltà e a fermare la xenofobia dilagante".

 

 

ls | 19 feb 2020 17:39

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