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La ribellione è nell’orto

Lo scambio dei semi in Ticino ha raggiunto la sua decima edizione: "È una forma di resistenza a chi vuole solo omologare"

Lattuga di Poschiavo, zucca mantovana, mais Malcantone, pomodoro Amish Pasta, cetriolo lungo di Cina. Questi vegetali hanno nomi locali o esotici, ma sono accomunati da una caratteristica comune: sono alcune delle 4'700 specie antiche pregevoli di protezione.

Contro il business dei semi
Il panorama agricolo è sempre più uniformato, molti coltivatori sono praticamente costretti a rifornirsi dalle multinazionali del seme: pensate che poche multinazionali controllano oltre il 60% del mercato del seme. Ma, questa è la parte peggiore, le stesse multinazionali controllano tre quarti del mercato dei pesticidi. Lo scopo è semplice: spingere l’agricoltura a usare i loro semi e, poi, per avere un raccolto degno di essere chiamato tale, impiegare i loro prodotti chimici.

I ribelli
Ma c’è anche chi prova a resistere. Sono in molti infatti gli appassionati di orticoltura che si impegnano nella tutela della biodiversità e delle varietà più antiche di piante e ortaggi. A fare da capofila è l’associazione ProSpecieRara, che protegge la biodiversità grazie ai salvasemi, appassionati o professionisti che di anno in anno moltiplicano e conservano le semenze migliori. Migliori anche di quelli in commercio, perché spesso su una bustina acquistata potrete vedere che si tratta di semi ibridi, un incrocio insomma. Secondo il produttore questo darà frutti migliori, ma l’altro lato della medaglia è che spesso e volentieri il frutto raccolto avrà dei semi sterili. Insomma, l’anno seguente dovrete acquistare una nuova bustina, senza la possibilità di ripiantare parte del vostro raccolto.

Dieci anni di scambio
Settimana scorsa all’azienda agricola La Colombera di Sant’Antonino, ProSpecieRara e Lortobio hanno organizzato la tradizionale giornata dello scambio dei semi, che quest’anno è arrivata alla decima edizione. Nato sulla scia di incontri simili organizzati in tutto il mondo, l’appuntamento ha raccolto numerosi appassionati che si sono scambiati i propri semi migliori. Ma c’erano anche principianti alla ricerca di qualcosa di locale da piantare nel proprio orto.

La biodiversità è di tutti
“È una forma di resistenza”, ci ha raccontato Lea Ferrari, di ProSpecieRara. “Questo amore che mettiamo nella raccolta e nella conservazione del seme rende ogni varietà qualcosa di unico, mentre le grandi aziende vogliono omologare e non solo omologare ma brevettare, quindi impossessarsi di un materiale genetico che è dell’umanità”.

Guarda il video.

Filippo Suessli | 18 feb 2020 15:42

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