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Bomio prestò loro 50mila franchi, condannati

Il pg Andrea Pagani ha emanato tre decreti d'accusa per la funzionaria (ora licenziata), suo marito e lo stesso Bomio

Gli accertamenti penali riguardanti il prestito di 50mila franchi concesso da Flavio Bomio (allora in carcere per abusi sessuali) al marito di una funzionaria dell'Amministrazione cantonale sono giunti a conclusione. Accertamenti che hanno coinvolto anche l'Équipe finanziaria. 

Tre decreti d'accusa

Il Procuratore generale Andrea Pagani ha in particolare emanato tre decreti d'accusa nei confronti della dipendente della pubblica Amministrazione per il reato di accettazione di vantaggi, del consorte della donna per istigazione all'accettazione di vantaggi, nonché nei confronti dello stesso Bomio per concessione di vantaggi. 

Gli addebiti, ricorda il Ministero pubblico in una nota, sono da porre in relazione a un vantaggioso contratto di prestito firmato nella primavera del 2016 dai tre imputati e che prevedeva un basso tasso di interesse nonché una clausola secondo cui, in caso di decesso di uno dei contraenti, il mutuo si sarebbe estinto.

La donna, agendo in veste di operatrice sociale presso l'Ufficio cantonale dell'assistenza riabilitativa (UAR), si occupava in prima persona del detenuto, redigendo anche i preavvisi sulle domande di congedo dal carcere. Ha pertanto accettato dal detenuto stesso, su istigazione del marito, "un indebito vantaggio in considerazione dell'espletamento della sua attività ufficiale" sottolinea la Procura. La pubblica funzionaria, viene precisato, "non ha tuttavia mai commesso atti o omissioni in relazione con la sua attività ufficiale contrastanti coi doveri d'ufficio o sottostanti al suo potere d'apprezzamento".

Il licenziamento

Il Dipartimento delle istituzioni, in una nota stampa, ha fatto sapere che il rapporto di lavoro con la funzionaria coinvolta si è concluso il 31.12.2019. La donna era inizialmente stata sospesa durante l'inchiesta disciplinare avviata nei suoi confronti. Il licenziamento, però, è ancora in dubbio, infatti la funzionaria ha interposto ricorso al Tribunale amministrativo cantonale.

Tempo 10 giorni per ricorrere

Nei tre decreti di accusa viene proposta, in linea con la giurisprudenza federale, una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere (sospesa condizionalmente per un periodo di 2 anni per la donna e il consorte, rispettivamente di 4 anni per il terzo imputato), con accollo di tassa e spese giudiziarie. Le parti avranno ora 10 giorni di tempo per interporre eventuali opposizioni. 

 

 

 

ls | 14 feb 2020 14:10

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