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La donna che vive sui treni: "Volevamo aiutarla, ma..."

I City Angels hanno prestato soccorso a tre persone senza fissa dimora questa stagione. Da due settimane attivo un nuovo servizio

Il fenomeno non è dilagante, ma tocca anche il Ticino. Stiamo parlando di quelle persone che, per svariati motivi, si ritrovano senza più un tetto sopra la testa e sono costrette a passare la notte al freddo.

Un caldo riparo
Due persone senza fissa dimora sono state per esempio notate domenica scorsa a dormire nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria a Capolago. Un riparo dal gelo in questi giorni invernali, anche se le temperature sono relativamente miti per la stagione. Per chi dorme al bivacco rappresenta comunque una protezione. Nel caso in questione si tratta di due senzatetto che sono noti alle autorità e che provengono dalla vicina Italia. Di volta in volta, ci confermano le FFS, sostano in sale d’aspetto diverse in alcune stazioni ticinesi. Si tratta tuttavia di episodi sporadici e circoscritti. In quei casi la Polizia giudiziaria indirizza le persone ai servizi sociali preposti.

Un nuovo servizio attivo
Da diversi anni sono attivi diversi numeri a cui le persone in difficoltà possono rivolgersi, come per esempio quelli della Polizia (112/117), quello della guardia medica (091 800 18 28) e quello dei pompieri (118). Da circa due settimane c’è un ulteriore numero (076/693 93 93), quello attivato dai City Anlges, per andare proprio incontro a quelle persone che sono difficoltà.

“Il servizio è relativamente nuovo e l’informazione deve ancora girare. Abbiamo per esempio aiutato una persona per strada che non conosceva il numero” ci spiega il responsabile Giuseppe Modica. “Finora non siamo stati contattati, ma siamo presenti sul territorio. In questa stagione abbiamo incontrato tre persone che dormivano per strada”.

L’idea alla base del servizio è di andare incontro alle esigenze dei clochard: “A volte l’idea di chiamare un numero istituzionale mette un po’ di paura. C’è chi non è in regola con le carte ed è spaventato per le conseguenze. A volte è una questione di orgoglio”.

Se una persona decide quindi di chiamare il numero, cosa succede esattamente? “Arriviamo sul posto, fornendo assistenza e un piatto caldo" spiega il responsabile. "Poi siamo obbligati a segnalare la persona alle autorità, questo perché potrebbe essere ricercata. In base a un accordo con la città di Lugano, se una persona è domiciliata in Svizzera, viene accompagnata all’hotel Besso dove può trascorrere la prima notte. Poi si attivano i servizi sociali della città. Se invece la persona proviene dall’Italia o è di passaggio, ha la possibilità di passare la notte al caldo nella stessa struttura, ma il giorno seguente deve cercare di raggiungere la sua destinazione”.

La donna che vive sui treni, una scelta di vita
Per ora, come detto, i City Angels hanno prestato aiuto a tre presone, due di passaggio, mentre la terza è una cittadina svizzera. Proprio la storia di quest’ultima è particolare, racconta Modica. “È una donna sulla settantina svizzera tedesca che vive sui treni o nei pressi delle stazioni. È una persona conosciuta nella regione. Non ha un’abitazione propria. Abbiamo cercato di trovarle una sistemazione, ma ha rifiutato. Preferisce dormire all’aperto, è una sua scelta di vita. Ha l’abbonamento generale e la sera sale sui treni, andando fino a Zurigo, al caldo del vagone. La conoscono in tanti e non ha mai dato fastidio a nessuno".

"L’abbiamo vista per la prima volta quest’anno dormire nei pressi della stazione" prosegue Modica. "Quando siamo intervenuti, per assurdo voleva ringraziarci e darci dei soldi. Sono storie che ti riempiono il cuore. Ma abbiamo rifiutato, non è questo il nostro scopo. Comunque, se l’abbiamo vista solo quest’anno dopo tanti anni che gira per strada, chissà quante altre persone ci sono in queste condizioni. Per questo abbiamo attivato il servizio”.

ls | 17 gen 2020 09:35

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