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Al LAC si tirano le somme e "basta polemiche"

Il centro culturale attira 250mila visitatori l'anno. Badaracco: "Non si può screditare la struttura con questi risultati'

Con i suoi 250 mila visitatori l’anno il LAC è diventato un punto di riferimento nella mappa culturale elvetica e dopo 3 anni e mezzo di vita è il momento di tirare le somme.

"È partito da zero, è stato aperto di punto in bianco e non era facile gestire questa macchina molto complicata" afferma Roberto Badaracco, municipale di Lugano e presidente dell'Ente autonomo del LAC. "Un'avventura iniziata bene. C'è stato un grande affetto dal pubblico che subito si è innamorato del LAC e da subito è arrivato agli eventi. Tutto è dovuto alla qualità dell'offerta".

La più gettonata, tra le offerte, è il MASI che grazie a nomi di grande richiamo come Picasso e Magritte riesce a calamitare l’attenzione dei visitatori provenienti da fuori Cantone, ben il 65%. Diverso il discorso se parliamo di spettacoli e concerti, dove il 90% del pubblico è ticinese. A questi si aggiungono i 30mila partecipanti alle attività educative e gli incalcolabili visitatori degli eventi gratuiti alla portata di tutti.

"Il LAC è un progetto culturale e sociale. Facciamo tante attività sulla piazza" sottolinea Michel Gagnon, direttore del LAC. "È un centro culturale che va verso il pubblico. Questa è la cosa più bella".

Le tempistiche sono perfette: nei prossimi giorni sul tavolo del Municipio di Lugano arriverà il messaggio per il nuovo mandato di prestazione del LAC e, risultati alla mano, Roberto Badaracco vuole lanciare un messaggio ai detrattori. "Non si può screditare una struttura come questa, che raggiunge risultati simili. Spero che il tempo delle polemiche sia terminato. In politica ci sarà sempre discussione e quindi forse non sarà così. Ma che si capisca che questo è uno dei punti forti di Lugano e dobbiamo tenercelo stretto".

Più che per polemiche politiche però, negli ultimi mesi il LAC è stato investito dal ciclone Finzi Pasca. L'ultimo capitolo riguardava l'incontro formale tra le parti in Municipio. Nel frattempo TeleTicino ha scoperto che ci sono stati altri incontri e che le trattative continuano, rigorosamente lontano dai riflettori. "Non so quanto durerà ancora questa fase, ma credo che dobbiamo lavorare tranquillamente e poi arriveranno anche le cose belle" ribadisce Badaracco. "Ogni tanto ci sono momenti di difficoltà, è normale" aggiunge Gagnon. "Sono progetti importanti. C'è comunque la volontà di lavorare bene insieme".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

Redazione | 15 apr 2019 19:57

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