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Il Governo invita Robbiani "a usare un tono più consono al suo ruolo"

Cartellino giallo nella risposta all'interrogazione-bis su 'Mau Green': "Come già detto non facciamo queste verifiche"

Niente da fare. Nemmeno questa volta il deputato leghista Massimiliano Robbiani potrà sapere se dietro il profilo social "Mau Green" vi è effettivamente il docente di Barbengo già finito nella bufera in passato per alcuni suoi post sulla votazione sulla civica (vedi articoli suggeriti).

Il Governo ha infatti risposto l'11 aprile scorso al suo secondo atto parlamentare - intitolato "Interrogazione bis sul docente con il profilo social “Mau Green”; Bertoli, non fare Ponzio Pilato" - ribadendo che "il Consiglio di Stato non svolge attività di questa natura (ovvero di verifica dei profili social, ndr)". Un concetto, questo, già ribadito in una precedente interrogazione, presentata il 14 ottobre ed evasa a metà dicembre. Il deputato, tuttavia, non aveva gradito e pochi giorni dopo, il 14 dicembre, aveva presentato il secondo atto parlamentare.

Il Consiglio di Stato rammenta infine che "la richiesta rivolta al Governo di verificare l’identità di un profilo Facebook non adempie ai criteri previsti dall'art. 98 cpv. 1 della Legge sul Gran Consiglio e i rapporti con il Consiglio di Stato del 24 febbraio 2015", secondo cui l’interrogazione è la domanda formulata per iscritto su un oggetto d’interesse pubblico generale, e invita quindi Robbiani "ad usare un tono più consono al suo ruolo nella presentazione di atti parlamentari".

Redazione | 15 apr 2019 18:15

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