Accedi
Commenti 7

Le spese elettorali dei consiglieri di Stato

I ministri confermano i costi della loro campagna elettorale. Ecco tutte le cifre

Quattro conferme e un volto nuovo. Questo, in sintesi, il bilancio dell’elezione al Consiglio di Stato di domenica. Manuele Bertoli, Norman Gobbi, Christian Vitta e Claudio Zali hanno mantenuto il loro seggio in Governo mentre Raffaele De Rosa ha scalzato l’uscente Paolo Beltraminelli.

Tutto questo, ovviamente, ha un prezzo. La campagna elettorale non si fa a gratis e i cinque consiglieri di Stato hanno dovuto staccare più di un assegno. Oltre ai soldi investiti di tasca propria c’è ovviamente la possibilità di far capo a finanziamenti o donazioni esterne, ricordandosi che, come previsto dall’articolo 115 della Legge sui diritti politici, entro un mese dalle elezioni bisognerà comunicare alla Cancelleria dello Stato i finanziamenti superiori ai 5'000 franchi e l’identità dei donatori, in modo da poterli rendere pubblici. Ad oggi l’unica ad aver beneficiato (e ad averlo dichiarato) di una donazione superiore a questa cifra è stata la candidata PPD Alessandra Zumthor, che ha ricevuto una donazione da 10'000 franchi da Umberto Giovine, l'ex vice-presidente di TImedia Holding. L’importo era stata certificato sul Foglio ufficiale di venerdì scorso.

A inizio marzo i colleghi di TeleTicino avevano chiesto ai vari candidati quanto avessero in programma di spendere. A bocce ferme abbiamo contattato i cinque ministri per un bilancio finale.
Iniziamo dal direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) Manuele Bertoli. Come già annunciato la sua campagna è costata meno dei 25'000 franchi imposti come limite dal Partito socialista: “La spesa per la mia campagna non è andata oltre i 25'000 franchi, così come concordato fra tutti i candidati al Consiglio di Stato e la direzione del mio partito. Ho ricevuto qualche sostegno finanziario, globalmente non superiore a circa un quinto della spesa e con nessun contributo superiore a 5'000 franchi, il limite legale di annuncio alla Cancelleria dello Stato”.

Dal canto suo il direttore del Dipartimento delle Finanze e dell’economia (DFE) Christian Vitta, che aveva preannunciato una spesa pari a 20-25'000 franchi di spese proprie, ha confermato quanto preventivato lo scorso mese. Va inoltre ricordato che il Partito chiede un contributi di 2'000 franchi al suoi candidati al Governo, che viene raddoppiato in caso di elezione.

Anche il direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi non si discosta molto da quanto sborsato dai due colleghi: "Ho investito nella campagna 25'000-30'000 franchi, autofinanziati. Alcuni aperitivi sono stati offerti da gruppi di amici. Faccio leva soprattutto sulla visibilità garantita dal mio ruolo di Consigliere di Stato".

Decisamente meno ‘spendaccione’ il direttore del Dipartimento del territorio (DT) Claudio Zali: i suoi 400 santini, ci viene confermato, sono costati "meno di 400 franchi", senza nessun contributo esterno. Per quel che riguarda i contributi da versare al Movimento, la Lega non ha un regolamento in tal senso ed eventuali versamenti sono a discrezione del candidato.

Il neo direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) Raffaele De Rosa ha confermato che il suo budget personale iniziale era fissato attorno ai 40'000 franchi e che l'esborso finale non dovrebbe discostarsi molto da quanto preventivato. "A questo va aggiunto il sostegno di parenti, amici e sostenitori. Non ho nessun contributo superiore ai 5'000 franchi (soglia per la comunicazione alla Cancelleria)". Infine, ricordiamo che il contributo richiesto dal partito ai candidati al Governo ammonta a 5'000 franchi a testa.

 

nic

Redazione | 11 apr 2019 21:45

Articoli suggeriti
I candidati per il Consiglio di Stato PS e Lega svelano le cifre delle loro campagne elettorali
I candidati per il Consiglio di Stato PLR e PPD svelano le cifre delle loro campagne elettorali
I candidati avrebbero speso di tasca propria 545mila franchi.
Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'