Accedi
Commenti 3

Pattuglie italo-svizzere al lavoro

La collaborazione instaurata tra le autorità elvetiche e italiane è entrata ufficialmente in funzione

Oggi si è svolta la prima giornata operativa per le pattuglie miste italo-svizzere. Una collaborazione ratificata a febbraio che oggi ha concretamente preso avvio.

“Questa mattina ci siamo trovati alle 7.00 al centro di cooperazione comune di Chiasso con la polizia di Stato italiana" afferma Marzio Frigeri, sergente Regione IV delle Guardie di confine. "Durante la riunione abbiamo deciso di cominciare attuando dei blocchi stradali a Genestrerio e Vacallo - continua Frigeri - lo scopo principale è la lotta all'immigrazione illegale, fermare persone prive di documenti, con documenti contraffatti o scaduti. Durante la giornata siamo anche intervenuti a causa di un incidente. La pattuglia della polizia di Stato italiana ha collaborato alla gestione del traffico. Per il resto la giornata è stata molto tranquilla”.

Da oggi in poi, una volta circa a settinama, i presidi composti da agenti delle Guardie di confine e della Polizia di Stato italiana pattuglieranno i valichi meno presidiati sia in Svizzera che in Italia. La nuova sinergia permetterà di unire le forze con l’obiettivo di contrastare l’immigrazione illegale dando la possibilità agli agenti (questa la grande novità) di sconfinare armati nei rispettivi stati esteri.

“Quando operiamo su suolo elvetico – afferma Fabio Ghielmini, sostituto comandante delle Guardie di confine - sono le Guardie di confine a fare il controllo, mentre le autorità italiane sostengono, osservano, informano. Il contrario avviene quando si opera in territorio italiano: sarà la Polizia italiana a fare il controllo fisico dei veicoli e delle persone e noi li sosterremo con informazioni e interventi in caso di necessità”.

Dato che questa collaborazione si inserisce in un periodo di forte calo migratorio, la domanda sorge spontanea: il senso dell’intera operazione resta comunque valido?

“Durante gli ultimi 2 anni – afferma Fabio Ghielmini - non si può più parlare di emergenza migratoria, il flusso è nettamente diminuito; per contro l'attività dei passatori, delle bande di criminali organizzate è ancora ben presente. Operare insieme è molto più efficace rispetto all'operare in maniera separata al di là e al di qua del confine. Noi possiamo avere informazioni che le autorità italiane non hanno e viceversa. Unire anche le informazioni in possesso è interessante per chi opera in questi controlli”.

 

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di Teleticino 

Redazione | 15 mar 2019 18:55

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'