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Raccolti 19mila franchi per le Api del cuore di Don Emanuele

Ha riscontrato successo l'appello per l'acquisto dei veicoli. Don Emanuele: "Sono commosso, il segnale più bello dalla gente"

Ha riscontrato successo l'appello lanciato oggi da Matteo Pelli per aiutare Don Emanuele Di Marco ad acquistare altre due Api del cuore per portare nel resto del Ticino la spesa alle famiglie ticinesi in difficoltà. In sole 24 ore è stato raggiunto l'obbiettivo di 19mila franchi. Un importo che testimonia il cuore generoso dei ticinesi e che non avrebbe reso più felice Don Emanuele di Marco. 

"Dire che sono commosso è poco, è una cosa meravigliosa. Non mi aspettavo che la gente potesse rispondere con tanta rapidità. Sono colpito, soprattutto per il gesto. Significa che la gente è sensibile e questo é il segnale più bello. Ho il cuore colmo di gioia". 

Quando lo raggiungiamo al telefono Don Emanuele è appena rientrato dalla consegna che fa ogni sera alle famiglie bisognose, a cui porta beni di prima necessità raccolti nell'arco della giornata. Con la sua Ape gira il Luganese, lascia il veicolo in piazza, di solito di fronte all'oratorio, dove la gente può portare, dalle 10 alle 18, alimentari e prodotti casalinghi, che vengono poi consegnati in serata.

Grazie all'esperienza maturata nel 2018 (dapprima in primavera, poi sotto Natale), si è deciso di estendere il progetto anche ad altre regioni del Ticino, con l'acquisto di due nuove api, in particolare per gli oratori di Gordola e Balerna. 

"Sono veicoli simpatici, distintivi, in cui la gente si identifica e ci saluta. Ora, con l'acquisto dei nuovi veicoli, potremo fare del bene anche in altri luoghi. Mi piace pensare che siamo fattorini della provvidenza: prendiamo quello che viene lasciato e consegniamo". 

Le famiglie a cui viene consegnato il materiale sono segnalate dalla società San Vincenzo e altre associazioni che verificano il loro stato di bisogno. "Non vogliamo umiliare chi riceve e che magari passa un momento di difficoltà. Cerchiamo di tutelare la famiglia e di non turbare le loro condizioni. Di solito avvisiamo prima, e poi ci attiviamo, in modo da essere sicuri che li troviamo in casa". 

L'anno scorso, spiega Don Emanuele, sono state circa 200 le consegne a domicilio. "È bello per le famiglie sapere che c'è qualcuno che è sensibile e che pensa a loro, nonostante non conoscano il nome del donatore". 

 

 

 

 

 

 

Redazione | 14 mar 2019 20:10

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