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Raffica di atti parlamentari dell'UDC

A fine legislatura il partito presenta tre iniziative e due mozioni concernenti la scuola, la famiglia e il lavoro

Il gruppo parlamentare UDC, nella persona del capogruppo Sergio Morisoli, ha presentato oggi una serie di cinque atti parlamentari (3 iniziative e 2 mozioni), costituenti un pacchetto di misure concernenti la scuola, la famiglia e il mercato del lavoro. "Questa raffica di atti parlamentari" spiega il partito, "è giustificata dal fatto che le proposte formulate entro oggi (ultimo giorno parlamentare della legislatura), andranno così automaticamente a carico della prossima legislatura, dando la possibilità a qualsiasi gran consigliere di riprenderle, anche se il deputato che le ha proposte non fosse rieletto".

Per quanto riguarda le misure scolastiche, sono state presentate due iniziative parlamentari elaborate e una mozione, che riguardano aspetti complementari per migliorare la scuola pubblica. In particolare si chiede di fissare il 23 settembre come giornata ufficiale delle porte aperte scolastiche e di concedere alle famiglie la libertà di scelta per le mense scolastiche. Tramite la mozione si chiede invece di concedere una "super deduzione fiscale" per le aziende che formano apprendisti.

Per quanto riguarda la promozione della famiglia, l'UDC propone, tramite un'iniziativa parlamentare generica, un'adeguata deduzione fiscale a favore di chi accudisce personalmente i figli, rinunciando a esercitare un'attività lavorativa. Deduzione sociale analogica e simmetrica a quella di chi fa la scelta contraria.

Con la mozione parlamentare “Basta annunci di lavoro per soli frontalieri!”, l'UDC chiede invece al Consiglio di Stato di intervenire in virtù del mandato diretto ricevuto dall’art. 50 della Costituzione cantonale: "Da diversi mesi a questa parte, appaiono sui media annunci di lavoro promossi da ditte stabilite sul territorio del Cantone Ticino intesi ad assumere esclusivamente lavoratori frontalieri a discapito dei lavoratori residenti sul nostro territorio, che vengono di fatto scartati e discriminati. Queste ditte sostituiscono il principio della preferenza indigena, con l’illegale principio della preferenza agli stranieri domiciliati all’estero (frontalieri)" conclude l'UDC. 

 

Redazione | 14 mar 2019 15:46

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