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A 157km/h sull'80 (col cantiere)

Il TF ha respinto il ricorso di un automobilista condannato per grave infrazione alla legge sulla circolazione stradale

Nulla da fare per un automobilista ticinese, pizzicato nel novembre 2015 all’altezza di Airolo mentre circolava alla guida della sua Porche sull’A2, in direzione nord, alla velocità di 157km/h su un tratto autostradale in cui, per la presenza di un cantiere, vigeva un limite di velocità di 80 km/h. L'uomo è stato infatti sconfitto in ultima istanza al Tribunale federale (TF) di Losanna.

Per questi fatti, con sentenza del 16 ottobre 2017 la Corte delle assise correzionali di Leventina lo aveva dichiarato autore colpevole di grave infrazione alle norme della circolazione e condannato alla pena detentiva di dodici mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni.

Adita dall'imputato, la Corte di appello e di revisione penale (CARP) ne ha respinto l'appello con sentenza del 7 agosto 2018, confermando il giudizio di primo grado. L’uomo si era così rivolto al TF chiedendo di essere prosciolto dall'imputazione di grave infrazione alle norme della circolazione. L'automobilista aveva rimproverato ai precedenti giudici di avere accertato in modo arbitrario che egli aveva ammesso i fatti dinanzi al pp e al giudice di primo grado, sostenendo di avere invece contestato dinanzi alla Polizia il risultato del rilevamento tecnico della velocità, dichiarando di non conoscere il radar, il suo meccanismo e la sua taratura. A suo dire, in tali condizioni si sarebbe imposto di accertare le competenze dell'agente che si è occupato del rilevamento. L’uomo aveva altresì dichiarato di essersi reso conto della presenza di un cantiere, ma di avere pensato che su quel tratto autostradale fosse consentita una velocità di 100 km/h.

I giudici di Mon Repos gli hanno però dato torto ritenendo che la richiesta di delucidare le conoscenze specialistiche dell'agente dopo avere rinunciato dinanzi a tutte le istanze cantonali a presentare istanze probatorie e dopo avere riconosciuto l'eccesso di velocità rilevato dal radar “risulta contraria al principio della buona fede”.

“Nelle esposte circostanze, accertando che il ricorrente era circolato alla velocità rilevata dall'apparecchio radar, la Corte cantonale non ha quindi violato né il divieto dell'arbitrio né il diritto federale. Essa non ha nemmeno violato il principio in dubio pro reo", hanno concluso i giudici federali nella sentenza dello scorso 26 febbraio pubblicata oggi. L’automobilista dovrà pure farsi carico di 3'000 franchi di spese giudiziarie.

(Sentenza 6B_949/2018 del 26 febbraio 2019)

Redazione | 14 mar 2019 13:00

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