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Locarno, falsifica la firma in Posta e svuota i conti della società

Un uomo svuota di 780mila franchi il conto della società, in comune con la moglie, dopo aver firmato a suo nome una procura

Scoprire da un momento all’altro che il conto della ditta di cui si è soci e gerenti è stato svuotato di 780mila franchi.

Ma non solo, vedersi improvvisamente bloccati gli accessi online, la carta Postcard senza nemmeno aver mai ricevuto una comunicazione, senza sapere il perché e scoprire solo dopo qualche mese e che si sarebbe addirittura volutamente accettato di aver richiesto di essere estromesso dal proprio conto.

E’ quello che è successo a una donna, che assieme al marito ha una ditta a Locarno attiva nel settore immobiliare, entrambi con potere di firma individuale. I rapporti tra i due però stavano cominciando a logorarsi, quindi il marito avrebbe deciso, all’insaputa dell’altro socio, di recarsi in Posta, dove la società aveva il conto, per togliere la procura alla moglie dalle finanze della ditta.
Per farlo però serviva la firma della donna: a questo problema il marito avrebbe ovviato firmando al suo posto, proprio dov’era indicato il nome della compagna. E non con una firma falsificata, ma addirittura usando la sua stessa firma.

Secondo gli avvocati della donna, sarebbe bastato un benché minimo controllo per rendersi conto che non era stata la loro assistita a firmare quel documento, eppure incredibilmente la Postfinance non avrebbe obiettato e avrebbe proceduto alla revoca della procura.

A quel punto il marito sarebbe diventato l’unica persona a poter agire e disporre del conto e, pochi giorni dopo, avrebbe spostato tutti i soldi dello stesso, ben 780mila franchi, in un’altra società intestata solamente a lui, impedendo di fatto alla moglie di poter avere accesso a quelli che, almeno per metà, sono i suoi soldi. A rendere la situazione ancora più grave, sarebbero emersi agli atti dei tabulati telefonici dove risulterebbe che l’uomo abbia chiamato per ben 5 volte il consulente finanziario della Postfinance di Locarno. Consulente che pochi mesi dopo è andato via dall’ex regia federale per andare a lavorare in un’altra banca di Lugano.

Abbiamo interpellato la Posta per avere maggiori dettagli sull’accaduto, ma il gigante giallo comunica che “a causa del segreto bancario non possiamo fornire alcun parere in merito a singole relazioni con i clienti”.

Il caso intanto è finito in Pretura a Locarno, che si sta occupando della vicenda. Anche il Ministero Pubblico ha aperto un incarto a seguito delle denunce della moglie. C’è da sperare che i mandati dell’azienda i contratti e i dipendenti non abbiano fatto la stessa fine. Non siamo in grado di dirvi se Postfinance abbia a sua volta aperto un’indagine interna nei confronti del proprio dipendente per capire se il suo agire abbia contribuito a non evitare questo spostamento di averi e di contratti finanziari, quindi tenendosi aperta la possibilità di dichiararsi parte lesa e fornendo assistenza al socio secondo contraente del conto.

MS/JR

 

Redazione | 14 mar 2019 07:50

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