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La docente si difende: "Mai usato quelle parole in classe"

L'insegnante di tedesco denuncia la campagna denigratoria, puntando il dito contro Robbiani, i docenti e i media

Una presa di posizione lunga 5 pagine, in cui l'avvocato Mattia Tonella, per conto della docente di tedesco della Scuola Media di Mendrisio e di Morbio Inferiore, finita recentemente al centro della bufera, vuole esporre il reale contesto dei fatti dopo che "tutti hanno fornito ampio risalto alle molte dichiarazioni - farlocche - emerse dall'assemblea straordinaria dei genitori". 

Secondo il legale la docente è esposta "a gravissimi attacchi personali contro i quali non si può difendere in alcun modo" e prende di mira in particolare il granconsigliere leghista Massimiliano Robbiani, che sul caso ha già inviato due atti parlamentari al Governo, l'ultimo nella giornata di ieri (vedi articolo suggerito). "Il notorio granconsigliere leghista e primanostrista Massimiliano Robbiani non si è fatto scappare l’occasione di inviare al Consiglio di Stato la sua nuova e pregiata interrogazione parlamentare". 

"Qualcuno racconta ad esempio – inventandoselo – che la docente usa vocaboli quali "pu**ana" e "zo**ole" durante le ore di insegnamento, i media lo riportano come un dato di fatto, e Robbiani ci ricama un’interrogazione parlamentare. Si legge che molti docenti della Scuola media di Mendrisio sarebbero delusi di fronte alla risposta del DECS. Ma non si dice chi, quanti e perché".

L'avvocato evidenzia come Robbiani abbia presentato ben 196 interrogazioni dal 2011 a oggi, in cui se l'è presa con "richiedenti l’asilo, ladri d’oltre confine, personaggi poco puliti stranieri, dentisti frontalieri, infermiere frontaliere, medici assistenti frontalieri, accattoni e rom, frontalieri capi mafia, con cataloghi stampati in Italia con soldi di contribuenti ticinesi". Interrogazioni il cui livello è "al limite della bettola" e si contraddistingue "da un astio profondo verso tutto quello che esiste al sud della 'ramina'", quando, secondo legge, gli atti parlamentari dovrebbero vertere "su oggetti di interesse pubblico generale". 

Ecco quindi la vera colpa della docente di tedesco, sottolinea il legale: "È una frontaliera scandalosamente attiva per la scuola pubblica del Cantone Ticino. Una che per Robbiani ruba il lavoro ai nostri. La docente di tedesco ha in realtà un Curriculum vitae di tutto rispetto. Dopo una laurea in germanistica con il massimo dei voti ha conseguito una doppia abilitazione all’insegnamento del tedesco (scuola media inferiore e scuola media superiore), è autrice e coautrice di corsi di tedesco, grammatiche e materiali DaF per la scuola, editi da case editrici italiane (Loescher, ELI, Sansoni) e tedesche (Klett, Langenscheidt e Hueber). È stata docente di lingua tedesca presso lo IULM (Istituto universitario di Lingue moderne Milano), traduce dal tedesco all’italiano ed è formatrice docenti nel settore delle lingue straniere".

"La campagna mediatica denigratoria delle scorse settimane" prosegue l'avv. Tonella, "trae origine da conflitti interni alla sede di Mendrisio precedenti alla pubblicazione del libro "Noi" e risalenti a ben prima del febbraio 2019, quando l’attacco alla docente ha assunto una dimensione abominevole (...). Il conflitto, fomentato da un piccolo gruppo di persone, è capitanato da una collega della mia cliente, anch’essa insegnante di tedesco". Lo scritto si concentra poi sul ruolo della collega, che nell’autunno del 2015 "accusò la docente di aver 'spifferato' in anticipo le prove cantonali, facendo pressione sul gruppo di materia e coinvolgendo nella cosa alcuni alunni". 

All’inizio del 2017 è poi uscito il libro "Noi": "Pochi fra coloro che partecipano alla campagna mediatica contro la docente di tedesco si sono presi la briga di leggere le circa 60 pagine scritte dalla docente. Ieri il Corriere del Ticino ha riportato alcuni passaggi in maniera tendenziosa. Se i denigratori della mia mandante – Robbiani in primis - avessero letto tutto il libro, avrebbero scoperto che il libro è un elogio della Svizzera e del Cantone Ticino. Ad esempio una Scuola media ticinese viene descritta come “modernissima, pulitissima ed efficientissima”, con aule luminose e spaziose, con grandi vetrate affacciate sulla natura".

Ci sono poi le verifiche da parte del DECS: "A scadenze regolari, su richiesta della sezione dell’insegnamento medio, l’esperta di materia e la direttrice della scuola media di Mendrisio hanno assistito alle lezioni dell‘insegnante, rassegnando puntualmente i loro rapporti; allo stesso modo le verifiche sono continuate nel corrente anno scolastico ad opera dei direttori di Mendrisio e Morbio Inferiore, nonché dell’esperta di materia. L’ultima verifica è avvenuta il 12 febbraio 2019. Tutti sono stati e sono concordi nell’attestare alla docente le capacità richieste per esercitare la sua professione". 

Per allentare le tensioni e permettere a tutti di lavorare con maggiore serenità, ma anche per avvicinarsi all’Italia, visto che la donna risiede a Milano, la docente "ha chiesto ed ottenuto il trasferimento parziale da settembre 2018 alla scuola media di Morbio. Il trasferimento non è dunque un provvedimento disciplinare, contrariamente a quanto millantato dai media nelle scorse settimane".

La docente infine precisa "di non avere mai lasciato uscire dalla lezione i suoi alunni con 15 minuti di anticipo, contesta di tenere lezioni in italiano e di usare vocaboli non consoni durante il suo insegnamento. Ella smentisce le illazioni riportare in tale senso dai media nelle scorse settimane. Contesta di essersi assentata dalle lezioni per promuovere il proprio libro".

"Nonostante il clima ostile e queste pressioni la docente di tedesco lavorerà come ha sempre fatto, con la massima professionalità e con la sensibilità necessaria nei confronti dei suoi alunni adolescenti" conclude lo scritto. 

Redazione | 13 mar 2019 13:31

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