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"Spazio Morel, i dialoghi con il comune continuano"

"Questo incontro potrebbe essere lo spartiacque per tutte le associazioni sul territorio che tentano di promuovere con propri mezzi questo tipo di attività"

Il 13 del mese corrrente i membri dell’associazione Drunken Saylor, ovvero l’associazione no profit che gestisce l’informale hotspot ticinese delle arti e culture giovanili Morel situato a Lugano incontreranno la municipalità per discutere ancora una volta del futuro degli spazi artistici situati nella cittadina, con particolare accento sulle attuali regolamentazioni che mostrano evidenti segni di inadeguatezza rispetto alla situazione attuale per quanto riguarda turismo, socialità, cultura e svaghi.

Due anni d’amore e problemi
Così titola l’ultimo comunicato con cui i laboriosi giovani che hanno scosso le acque luganesi descrivono la situazione tra istituzioni e Morel. Riassumendo la situazione, questi ragazzi sono riusciti ad evadere tutte le richieste che il Municipio ha loro imposto, per un costo di migliaia di franchi e svariati mesi di chiusura. Una disponibilità che è maturata in vari partnerariati con i dicasteri del Comune.

Il comune ha infine richiesto il cambiamento dello stabile da “industriale” a “centro culturale”, che ricordiamo, verrà demolito tra 6 mesi per lasciare spazio ad un immobile abitativo. Chiaramente i ricorsi non si sono fatti attendere. In verità uno solo e da un'anziana signora che abita ad oltre un chilometro dallo stabile. Gli associati hanno deciso di proseguire le attività in modo più discreto, nella speranza che nel frattempo queste divergenze venissero in qualche modo appianate così come le precedenti.

Divergenze che purtroppo per le tre parti in causa sembrano essersi acuite: l’indisponibilità al dialogo da parte della signora, un Municipio riluttante ad aperture verso questo tipo di attività culturali ed una buona dose di ingenuità da parte dei giovani membri dello Spazio Morel hanno portato alla raccomandata a mano ed alla minaccia dei sigilli sullo stabile.

Incontro a porte chiuse
Questo incontro potrebbe essere lo spartiacque per tutte queste associazioni più o meno attive sul territorio che tentano di promuovere con propri mezzi questo tipo di attività. Il comitato dell’associazione ha intenzione di rilasciare un comunicato ad incontro avvenuto, per aggiornare gli associati e gli interessati sulla situazione, nella speranza generalmente condivisa che l’intrapendenza di questi giovani un po’ sognatori ed un po’ idealisti possa portare cambiamenti positivi in questi campi, come del resto già avvenuto a Nord delle Alpi.

Maurizio P. Taiana

Redazione | 11 mar 2019 20:08

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