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La scuola media di Chiasso riceve il premio Spitzer

Al concorso hanno partecipato gli allievi delle Scuole medie di 5 distretti. 650 gli allievi coinvolti

"La resistenza e il coraggio civile dal Novecento ad oggi", questo il titolo del progetto realizzato dagli allievi della Scuola media di Chiasso e premiato dalla Fondazione Federica Spitzer, che ha l'obiettivo di sensibilizzare i giovani in materia di genocidi, discriminazioni razziali, persecuzioni e totalitarismi.

Al concorso indetto dalla Fondazione hanno partecipato scuole medie ticinesi dei distretti di Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Locarno e Riviera. Le proposte pervenute hanno coinvolto circa 650 allievi, una settantina di docenti e almeno 250 genitori. Il Premio verrà consegnato all’istituto scolastico vincitore agli inizi di giugno.

La Giuria ha ritenuto di assegnare anche una menzione speciale al progetto intitolato “Incontriamo l’altro 2019” della Scuola media di Gravesano. Il progetto affronta la questione delle migrazioni e le loro molteplici cause (guerre, persecuzioni politiche o religiose, ma anche problematiche economiche) indagando l’attualità presente ma iniziando il percorso a partire dall’emigrazione ticinese tra Ottocento e Novecento.

Il progetto premiato

Il progetto ha il pregio di fondarsi su un concetto chiaro (“i muri concreti e i muri mentali”) che fa da chiave di lettura al tema della resistenza e del coraggio civile. Un concetto garante dell’unitarietà tematica e della coerenza che caratterizza le numerose attività che coinvolgono nell’arco dell’intero anno scolastico tutti gli allievi di ogni fascia di età e l’insieme dei docenti.

I muri possono essere le entità fisiche erette dall’uomo per separare e dividere: anticamente il vallo di Adriano e la Muraglia cinese, ai nostri giorni il Muro di Berlino, i muri tra Israele e Palestina e tra Stati Uniti e Messico; oppure i muri d’acqua come gli oceani o le strisce di mare attraversate in condizioni disumane o le infinite e quasi invalicabili distese di sabbia, di là dalle quali cercare disperatamente una vita migliore.

Esistono però anche i muri interiori, metaforici, che possono ostacolare crescita ed evoluzione degli esseri umani, impedire loro di vedere un mondo nuovo, o, meglio, il mondo con occhi nuovi. Altri muri sono quelli invalicabili ma sopra i quali far sentire alta la nostra voce, nella speranza di riuscire a superarli e ridisegnarne dei nuovi con tante entrate/uscite verso possibili mondi di libertà.

Muri “risorti” sui quali condividere pensieri, scrivere frasi di libertà, sogni, messaggi d’amore, come lo spettacolo teatrale del progetto vincitore che si concluderà con l’abbattimento di un muro anonimo, spoglio e privo di visuale, dietro al quale si svelerà un nuovo muro proteso verso l’“oltre”, con scritti, sotto forma di Graffiti Art, i pensieri degli allievi.

Nel progetto premiato la forma della memoria non è focalizzata sul passato ma sul futuro, nella speranza di un mondo in cui resistenza e coraggio continuino a sussistere – tutto ciò in piena sintonia con lo spirito del Premio Federica Spitzer.

 

 

Redazione | 21 gen 2019 14:45

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