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"Hotel di lusso a Monte Brè, un progetto che sconfessa il piano regolatore"

Pier Mellini: "Cosa succederebbe se l’estensione del prospettato progetto raddoppiasse nei prossimi anni?"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente interpellanza di Pier Mellini (PS) al Municipio di Locarno

Nella nostra interpellanza del 7 settembre u.s. avevamo chiesto al Municipio che posizione aveva preso riguardo al progetto “The Lago Maggiore Grand Hotel-Spa & Residence”, ricevendo come risposta che l’Esecutivo intende lavorare in modo serio “e per poter prendere posizioni dovrebbe avere almeno in mano un documento ufficiale di quello che gli interpellanti chiamano ventilato progetto, cosa che non è mai avvenuta. A questo stadio potremmo unicamente ricordare ai promotori che un’eventuale domanda di costruzione dovrà rispettare i parametri edilizi e il principio dell’inserimento ordinato e armonioso nel territorio, sancito dall’art. 109 Legge sullo sviluppo territoriale.”

Ora, a seguito delle numerose cifre e interrogativi posti dall’interpellanza dei Verdi “Qualche domanda sul gigantesco progetto a Monte Brè” del 5 dicembre che ha fatto proprie le preoccupazioni dell’Associazione Salva Brè e anche sapendo che l’art. 109 LST sull’inserimento ordinato e armonioso nel territorio conosce una giurisprudenza restrittiva anche quando sono rispettati i parametri edilizi del PR, ritorniamo sull’argomento, convinti che il Municipio debba intervenire al più presto con senso di responsabilità.

I Verdi, nelle loro domande, toccano ampi problemi di impatto e giungono a chiedere qual è il limite massimo delle infrastrutture attualmente esistenti nel comparto residenziale montano. A nostro modo di vedere a queste domande andrebbe risposto riprendendo il PR e valutandone la sua attualità.
Ricordiamo che l’attuale PR è stato adottato dal Comune nel 1994 e approvato dal Cantone nel 1996. Ha oltre 20 anni, mentre i termini di validità sono “di regola 10 anni” in particolare se sono mutate le condizioni.

Allora il PR era stato votato pensando a un limite di 355 Unità insediative, come indicato nel rapporto di pianificazione (473 con l’aumento dell’indice votato in CC), sul quale il Comune ha garantito le infrastrutture per uno sviluppo ad esso conseguente. Il prospettato utilizzo fino all’ultima possibilità edificatoria di 1/5 del territorio edificabile (eventualmente estendibile) e facendo capo ai bonus prospettati per strutture di tipo alberghiero, fa ottenere valori, modalità promozionali e tipologie alberghiere non pensati in fase di approvazione, avvenuta oltre 20 anni orsono.

Si pensi che il progetto che ricopre il 20% della zona edificabile rappresenta, da solo, 90 abitazioni di grandi dimensioni e 65 suites per almeno 300 unità insediative, ciò che comporta quasi il raddoppio di quanto esite ora, superando quanto ampiamente prospettato in fase di approvazione.
Ricordiamo pure che il PR era stato votato con la prospettiva di mantenere il carattere attuale dell’insediamento, concedendo deroghe per destinazioni turistiche di tipo alberghiero, allora intese come tradizionali.

Per Colmanicchio andava promossa un’edificazione parsimoniosa per salvaguardare il paesaggio, mentre che a Brè il Municipio auspicava un aumento delle residenze, diceva che andavano pure in tal senso gli sforzi compiuti per migliorare il collegamento viario con questo quartiere (inteso come funzionale in primis agli abitanti).

È quindi indispensabile verificare che questi obiettivi possono essere ancora garantiti nella loro portata ambientale, sociale e tipologica in senso ampio, come pure che le infrastrutture esistenti siano in grado di accogliere una densità di insediamenti non prevista al momento di approvare il PR.

A seguito di quanto espresso e ai sensi degli articoli 37 LOC e 37 del Regolamento Comunale inoltriamo la seguente interpellanza rivolgendo le seguenti domande:

1. Qual è stato lo sviluppo recente dell’insediamento nella zona residenziale montana e qual è il bilancio negli ultimi 10 anni del numero di abitanti?
2. Al momento dell’approvazione del PR era stato prospettato un uso completo degli indici edificatori su una parte consistente del PR da parte di un solo promotore, con ampio uso dei bonus per attività alberghiere e con l’allestimento di un importante cantiere?
3. È stata fatta una valutazione sulla sostenibilità delle strutture esistenti e del traffico generato durante i lavori?
4. Cosa succederebbe se sulla base dell’attuale PR e relative possibilità edificatorie, l’estensione del prospettato progetto raddoppiasse nei prossimi anni occupando poco meno della metà del territorio edificabile?
5. Dal momento che lo sviluppo prospettato non è conforme a tutti gli obiettivi del PR, che i quesiti di sostenibilità si moltiplicano, che il PR è stato approvato 24 anni fa, il Municipio non ritiene che sia necessario verificare al più presto il PR in vista di un utilizzo garantito nel tempo?

Pier Mellini
Sabina Snozzi Groisman
Pietro Snider
Fabrizio Sirica
Rosanna Camponovo
Sabrina Ballabio Morinini
Pierluigi Zanchi
Matteo Buzzi

Redazione | 10 dic 2018 17:01

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