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Non cancellò frasi contro Bertoli su Facebook, assolto

L'ex caporedattore del Mattinonline non era responsabile dei post lesivi dell'onore del ministro postati da alcuni utenti

L'ex caporedattore del Mattinonline (ora caporedattore di Ticinonews.ch) Mattia Sacchi è stato assolto questa mattina dal giudice della Pretura Penale Siro Quadri dall'accusa di mancata opposizione a contenuti punibili, promossa nei suoi confronti dal pp Zaccaria Akbas per non aver cancellato per tempo alcuni commenti lesivi dell'onore del Consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli ("testa di c***o", "sei un co*****e", ecc.), pubblicati nel gennaio 2016 da alcuni utenti della pagina Facebook del portale.

La vicenda era approdata in aula dopo che Sacchi, patrocinato dall'avv. Sabrina Aldi, si era opposto al decreto d'accusa con cui il pp aveva proposto una pena pecuniaria sospesa di 120 aliquote giornaliere da 120 franchi e il pagamento di una multa di 600 franchi. Nella sentenza Quadri non ha risparmiato una bacchettata ad Akbas definendo "non ragionevole" il suddetto decreto d'accusa.

"Impedire a un portale online di pubblicare degli articoli su Facebook solo perché qualcuno scrive dei commenti sopra le righe è censura", ha ammonito il giudice durante la lettura della sentenza. Quadri ha pure accolto la tesi della difesa, secondo cui cancellare dei commenti scritti sotto post vecchi di qualche giorno (e ormai finiti in fondo alla bacheca Facebook del Mattinonline) fosse tutt'altro che semplice e immediato. Sacchi non era dunque responsabile per quei commenti, mentro lo era eccome chi li ha scritti

Cresciuta in giudicato, la sentenza è destinata a fare giusriprudenza. In caso di colpevolezza di Sacchi, infatti, avrebbe aperto la porta a scenari decisamente complessi: da un lato i responsabili delle pagine Facebook di portali online (e non solo) avrebbero verosimilmente dovuto tenere d'occhio e moderare anche post vecchi di diversi giorni. Dall'altro, chiunque avrebbe potuto scrivere commenti ingiuriosi sulla pagina di una testata per danneggiare intenzionalmente il responsabile.

Redazione | 9 nov 2018 11:10