Accedi
Commenti 10

La Polizia non ha "fatto irruzione" nell'alloggio della madre di Viganello

Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione di Matteo Pronzini: "Getta discredito sull'operato delle autorità"

Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione presentata il 18 settembre scorso dal deputato MPS Matteo Pronzini e riguardante il rimpatrio forzato di una madre azera e dei suoi due figli di 8 e 4 anni. La famiglia, ricordiamo, era stata prelevata dalla Polizia presso l'albergo La Santa di Viganello e trasportata all'aeroporto di Zurigo per dare seguito a una decisione di espulsione verso l'Italia (vedi articoli suggeriti).

Come ricorderete, la polemica era scoppiata dopo che un gruppo di cittadini aveva parlato di "trattamento disumano, con la Polizia che avrebbe "costretto la madre in lacrime e i due bambini che vomitavano a salire su un aereo" (da qui l'atto parlamentare di Pronzini, che aveva chiesto spiegazioni al Governo). D'altro canto il domenicale Il Caffé aveva smentito questa ricostruzione grazie alle immagini della videosorveglianza interna alla pensione, che "non mostrano alcuna violenza". La donna, una volta sull'aereo, si era opposta al rimpatrio ed era stata fatta scendere all'alba. Madre e figli sono rientrati autonomamente a Viganello (stando al domenicale si sarebbero in seguito allontanati facendo perdere le proprie tracce) e il 3 ottobre scorso il Commissariato Onu per i rifugiati aveva accolto un ricorso inoltrato dagli avvocati Immacolata Rezzonico e Paolo Bernasconi e sospeso il loro allontanamento.

"L'operato della Polizia è stato corretto"
Nella sua risposta il Governo ha innanzitutto rilevato come “le recenti vicende oggetto del presente atto parlamentare siano state riportate in parte in maniera imprecisa e parziale e sollevando dubbi infondati sulla bontà dell’operato delle autorità cantonali”. Per il Consiglio di Stato è quindi “completamente errato parlare di irruzione da parte della Polizia cantonale”, che invece “si presenta in maniera pacifica presso gli alloggi in cui lo straniero oggetto di una decisione di allontanamento soggiorna temporaneamente in attesa di essere rinviato”.

La decisione di allontanamento, ha rammentato il Governo, è stata presa dalla Segreteria di Stato della migrazione e non dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi o del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. “Questi ultimi, in ogni caso, condividono di principio le attuali prassi in materia di allontanamento nella misura in cui esse vengano eseguite, dai preposti servizi, conformemente alle basi legali vigenti in materia di stranieri e d’asilo”. Tutte le decisioni in materia d’asilo spettano infatti esclusivamente all’Autorità federale (ovvero alla SEM), mentre l’allontanamento è di competenza del Cantone di attribuzione, sia in caso di riammissione verso un Paese Dublino sia in caso di rimpatrio nel Paese d’origine.

Le fotografie di persone con mani e piedi legati citate nell'atto parlamentare sono state mostrate alla famiglia in quanto parte della documentazione fotografica relativa alle misure previste dai protocolli federali nell’eventualità di un rifiuto a partire. “Detta fotografia mostra una persona con le misure di coercizione adottate in occasione di voli speciali, misure non adottate con i voli di linea”, ha chiarito il Governo, secondo cui tutte le procedure attuate “rispondono a parametri accettabili in uno stato di diritto e risultano corrette dal profilo del sistema giuridico vigente nel nostro Paese”.

In conclusione il Consiglio di Stato respinge l’accusa rivolta alle autorità cantonali di aver compiuto o sostenuto comportamenti scorretti. “Purtroppo nessuno di coloro che avevano in una prima fase denunciato pubblicamente le supposte inappropriate modalità di intervento, lei compreso, ha in seguito ritenuto di dover rivedere in qualche modo le dichiarazioni nel frattempo sconfessate da elementi oggettivi. Quest’ultima constatazione porta alla conseguente conclusione che le autorità cantonali hanno operato nel pieno della legalità e della proporzionalità, e che le informazioni prive di ogni fondamento alla fonte di questo e altri atti parlamentari hanno solo gettato inutile discredito sul buon operato delle istituzioni preposte”, ha ammonito il Governo.

Espulsione e allontanamento
Occorre distinguere l’espulsione dall’allontanamento ai sensi del diritto migratorio. L’espulsione è disposta da un giudice nel contesto di un procedimento penale sulla scorta dell’art. 66a CP ed è un provvedimento di natura penale. L’allontanamento nell’ambito di una procedura d’asilo è invece disposto quale misura amministrativa dalla SEM in caso di decisione negativa di una richiesta d’asilo (diniego o non entrata in materia). Vi sono due tipologie di allontanamento: il trasferimento verso il Paese Dublino competente e il rimpatrio verso il Paese d’origine.

Redazione | 9 nov 2018 11:44

Articoli suggeriti
Il Commissariato ONU per i rifugiati è intervenuto con una decisione provvisionale
Madre e figli erano stati prelevati e portati a Zurigo per essere rimpatriati, ma ora...
Le immagini registrate all'hotel di Viganello mostrano una nuova versione sulla mamma eritrea e i suoi due figli portati all'aeroporto di Zurigo
Pronzini interroga il Governo sulle modalità di rimpatrio di una madre ed i suoi due figli: "Gobbi ne è informato?"
La polizia effettuerà accertamenti sul caso della mamma e dei suoi figli trasportati "con la forza" all'aeroporto di Zurigo
Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'