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Maturità "light" a Napoli: "Compete all'Italia"

Il Governo risponde a Galeazzi sugli istituti privati che inviano studenti ticinesi all'estero per affrontare gli esami

Il Governo ha risposto all'interrogazione di Tiziano Galeazzi e altri 5 deputati in merito agli istituti privati in territorio ticinese che inviano studenti in Italia per affrontare gli esami di maturità. 

Oltre all'Istituto Fogazzaro di Breganzona, citato nell'atto parlamentare, il DECS è a conoscenza di un solo altro caso con l'autorizzazione a sostenere gli esami di Stato presso una sede italiana che rilascia il titolo e ne assicura la conformità. 

Il Governo precisa che non può entrare nella fattispecie perché esula dai compiti di vigilanza che la legge della scuola attribuisce al DECS. Tuttavia specifica che l'istituto di Breganzona è stato autorizzato nel 1996 ad aprire una scuola orientata verso una formazione di indirizzo tecnico (diploma italiano di dirigente di comunità). Nel 2012 l'istituto ha presentato "tutta la documentazione prevista dalla legge ed è stato quindi autorizzato ad aprire un liceo privato secondo l'ordinamento italiano che prepara a sostenere gli esami di Stato presso una sede italiana". 

Trattandosi di istituti non parificati, il DECS non vigila sull'insegnamento che vi è impartito, ma si limita a raccogliere i dati relativi al numero di allievi e di diplomi conseguiti. Da questi dati risulta che negli ultimi anni il numero di allievi che hanno ottenuto un diploma di maturità sostenendo i relativi esami in una scuola Statale in Italia "non ha mai superato le cinquanta unità". 

La legislazione attuale, aggiunge il Governo, non permette di bloccare l'autorizzazione concessa. Anche in caso in cui le presunte pratiche scorrette sottolineate nell'atto parlamentare dovessero rivelarsi reali e avvenute, il Governo "non può che deplorarle, ritenuto che la responsabilità dell'esame finale e del titolo è propria delle competenti autorità italiane". Spetta inoltre agli allievi che frequentato questi istituti e alle famiglie valutare "se il titolo che potrà essere conseguito sia o meno di valore". 

Alla domanda su come valuta il DECS questo fenomeno, il Governo risponde che gli istituti scolastici privati italiani presenti in Ticino "non sono mai stati reputati come un problema". Semmai lo sono "tutti quegli attori pubblici o privati che trasgrediscono le regole e che vengono meno al loro mandato istituzionale o alla deontologia della propria professione". 

Redazione | 12 ott 2018 11:08

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