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Rinnovamento della scuola con 61 "punti irrinunciabili"

Il Gruppo de La Destra deposita un'iniziativa parlamentare, auspicando una riforma "rispettosa della volontà popolare e conforme alle necessità reali"

Dopo la bocciatura alle urne del credito per la sperimentazione della Scuola che verrà, il Gruppo de LaDestra in Gran Consiglio (UDC e AreaLiberale) ha presentato un'iniziativa parlamentare generica volta al "rinnovamento della scuola dell’obbligo ticinese".

"L’UDC" - si legge nel relativo comunicato stampa - "saluta molto favorevolmente la decisione della commissione scolastica del GC di costituire una commissione speciale per occuparsi del dopo Scuola che verrà. I promotori del referendum e i fautori del No hanno sempre affermato senza equivoci, che il No non è un No alla riforma scolastica, ma un No alla proposta contenuta nella Scuola che verrà. Coerentemente con questa affermazione, per non perdere tempo e per far tesoro di tutto il lavoro fatto, della documentazione prodotta, delle prese di posizione di questi anni, degli atti parlamentari pendenti e, non da ultimo, per capitalizzare le indicazioni emerse nella campagna referendaria riteniamo urgente ed opportuno presentare alcune indicazioni di lavoro per modificare le leggi, i regolamenti e le direttive che reggono la scuola dell’obbligo ticinese".

Il Gruppo del La Destra ha perciò depositato un’iniziativa parlamentare nella forma generica "per permettere al Governo e al parlamento di trovare il miglior modo per trasformare in normativa ciò cui teniamo, e ciò che ci pare derivare dal verdetto popolare". Si tratta, spiega il Gruppo, "di una rotta che contiene per noi alcuni punti irrinunciabili, ma la forma dell’iniziativa generica permette proprio di affrontarli apertamente in modo da riuscire, prima con altri colleghi in parlamento - e, speriamo, con il dipartimento - poi nella scuola e in seguito nel paese, a produrre quell’unità di intenti che è il solo modo per rinnovare la nostra scuola".

Lo scopo "è quello di proporre una linea di rinnovamento della scuola ticinese, rispettosa della volontà popolare e, nel contempo, conforme alle necessità reali interne ed esterne al mondo scolastico, nonché adatta ad affrontare le sfide con cui i giovani saranno confrontati nei prossimi decenni". L'iniziativa contiene "61 punti irrinunciabili ma negoziabili, suddivisi in 5 capitoli", elencati di seguito. 

Parallelamente l’UDC, attraverso il suo Think Thank AreaLiberale, "ha costituito un gruppo di lavoro ad hoc per seguire e supportare la necessaria riforma scolastica".

1) Docenti

  • il docente deve tornare ad essere il fulcro dell'istruzione e dell'educazione scolastica: non solo docente ma anche maestro;
  • va valorizzato e mutato il sistema di rimunerazione (non è un funzionario) e di carriera (non solo verticale ma anche orizzontale);
  • va riconosciuta maggiore libertà e responsabilità al suo ruolo. Anziché continuare ad essere un esecutore di metodi, ricette pensate da altri (pedagoghi, didattici, scienziati
  • dell'educazione ecc.) occorre invertire la dinamica: prima il docente e poi gli esperti;
  • mobilità tra docenti e sedi;
  • valorizzazione del know how dei docenti over 50 in altre nuove funzioni all'interno delle sedi (coaching, tutoring, mentoring);
  • sgravio orario per docenti ultracinquantenni: la professione deve tornare ad essere attrattiva per chi la svolge e soprattutto per i giovani;
  • levare tutti gli ostacoli inutili di entrata nella professione, tipo esagerati percorsi di guerra per l'abilitazione, salari non conformi a ciò che offre il privato aziendale a neo laureati o a neo dottorati;
  • favorire l’accesso a questa formazione migliorando e favorendo il riconoscimento e l’inclusione dei diplomi o titoli ottenuti in Svizzera e rendere meno difficoltoso il percorso abilitativo. L’abilitazione deve dare valore aggiunto alla scuola e non un percorso selettivo disincentivante la professione di docente;
  • corsi formazione dei docenti: dare la priorità a quelli veramente funzionali all’insegnamento, come scambio di informazioni e materiali fra docenti e non come corsi
  • teorici calati dall’alto che servono ben poco nella pratica di ogni giorno.

2) Organizzazione

  • il tema importante della conduzione degli istituti scolastici e del loro funzionamento va regolato per legge;
  • riequilibrare competenze tra chi produce la scuola (istituti) e chi la dirige (dipartimento) in modo complementare e sussidiario;
  • decentralizzare parte del “potere scolastico” dal dipartimento (amministratori, esperti di ogni genere) a favore di chi la scuola la produce (docenti, direzioni di istituto);
  • distribuire agli istituti più libertà e responsabilità assieme a più diritti ma anche più doveri;
  • budget globali per ogni sede scolastica;
  • direzioni a tempo pieno per ogni sede;
  • sedi scolastiche più piccole, meglio distribuite e meno affollate;
  • messa in rete delle diverse sedi distrettuali con una direzione unica a tempo pieno;
  • decentramento del potere dagli uffici alle sedi;
  • preavvisi delle Direzioni di istituto e del collegio docenti per alcune scelte dipartimentali e del Governo;
  • creare il consiglio d’istituto obbligatorio per le scuole medie cantonali, e completare e ampliare le sue competenze;
  • nuovi ruoli del direttore, del vice e dei membri di direzione di istituto;
  • maggiore potere al direttore e alla direzione;
  • ruolo attivo gestionale del collegio docenti e di quello dei direttori di istituto;
  • la nomina dei direttori e dei vicedirettori spetta come oggi al Consiglio di stato ma si esige il preavviso del Dipartimento e del collegio docenti dell’istituto interessato dalla nomina;
  • monitoraggio e valutazione annuale per istituto delle prestazioni dei docenti;
  • monitoraggio e valutazione biennale per istituto della soddisfazione dei genitori;
  • trasformare tutte le sedi di scuola pubblica in unità amministrative autonome (UAA) ai sensi della legge speciale sulle UAA. È una risposta pragmatica, necessaria e collaudata alla questione della delega di libertà e responsabilità, e di diritti e doveri nonché di fiducia a chi ne è all’altezza e sta al fronte;
  • in conformità con il principio di gestione UAA degli istituti di scuola media cantonali, e tenuto conto della delega di competenze alla direzione vengono affidate le libertà e le responsabilità, i diritti e i doveri di gestione finanziaria dell’istituto, di nomina incarico dei docenti, di valutazione annuale dei docenti, promuove la rete educativa con gli altri enti educativi non scolastici locali, organizza la valutazione biennale della soddisfazione dei genitori;
  • le sedi devono beneficiare di maggior autonomia nel gestire le varie situazioni e anche le griglie orario non devono essere assolutamente fisse: ci sono specificità e differenza
  • fra le SM che vanno colte istituti scolastici di SM con max 400 allievi classi scolastiche con min 16 e max 20 allievi né laboratori né atelier;

3) Livelli

  • la situazione odierna va cambiata;
  • analizzare modelli di successo sperimentati altrove in Svizzera, primariamente per ricavarne i vantaggi;
  • valorizzare equamente, differenziandola, la formazione per lo sbocco sia sulla via professionale che sulla via dello studio superiore;
  • mantenere alto l’obiettivo di formazione duale professionale come atout svizzero;
  • favorire la diversità nell'unità dei percorsi scolastici e quindi non l'abolizione dei livelli ma caso mai la formazione di livelli qualitativi diversi in funzione di sbocchi diversi;
  • mettere a fuoco i due bienni di SM: il primo, di orientamento, deve aver cura di promuovere adeguatamente sia il recupero, sia alcuni approfondimenti. In particolare per gli allievi che hanno difficoltà o lacune trascinate dalla SE occorre predisporre dei momenti di recupero; per gli altri, offrire dei corsi di approfondimento stimolanti;
  • per il secondo biennio di orientamento occorre offrire due opzioni, una di approfondimenti pre-liceali, l’altra di approfondimenti pre-professionali. Condizione indispensabile è che ci siano i profili di richiesta di ambedue i settori post obbligatori e che i programmi e gli obiettivi siano chiaramente definiti e impegnativi. Inoltre anche per questo biennio si possono offrire delle possibilità di recupero per quegli allievi che stentano sia nell’una sia nell’altra opzione, e parallelamente delle possibilità di corsi di perfezionamento su determinati argomenti o lingue;
  • riproporzionare le competenze scolastiche (in declino) con le competenze sociali (in aumento) sia in quantità che in qualità;
  • ricuperare posizioni nella classifica inter cantonale per ciò che riguarda la bravura degli allievi;
  • promuovere e offrire dei percorsi selettivi e meritori sia per gli allievi che per i docenti;
  • dischiudere le intelligenze, farle emergere, valorizzarle. Le differenze individuali sono una ricchezza per una società pluralistica e non un intralcio elitario discriminante per una società che si vuole uniforme; puntare sia alle pari opportunità di partenza per tutti sia sulle eccellenze di arrivo lo scopo è fare uscire dalla scuola giovani pronti cognitivamente e robusti psicologicamente per il lavoro, lo studio e la realtà mutevole e difficile che li aspetta

4) Contenuti

  • la scuola trasmette istruzione, sapere, conoscenze, competenze puntuali e tecniche in modo organizzato e in conformità alle capacità degli allievi e alle esigenze del contesto socio economico;
  • il Consiglio di Stato approva i piani di studio per ogni grado e ordine di scuola elaborati dal Dipartimento, tenuto conto del parere del collegio dei Direttori con la partecipazione degli esperti e dei docenti. Sono riservate le disposizioni federali;
  • il Gran Consiglio ne decide l’attuazione e i tempi;
  • la preparazione, il monitoraggio e il controllo dei piani di studio è di competenza della Commissione tripartita cantonale per i piani di studio. È presieduta dal Consigliere di Stato capo del DECS, da 3 esperti dipartimentali, da 4 Direttori di istituti pubblici statali e da 2 Direttori di istituti privati parificati;
  • i piani di studio per la scuola dell’obbligo tengono conto della personalizzazione per la promozione dell’eccellenza e dell’equità;
  • riproporzionare le competenze scolastiche (troppo neglette) con le competenze sociali (troppo enfatizzate) sia in quantità che in qualità;
  • educare a competere (dare il massimo di sé), educare alla solidarietà (dare il buono di sé), educare all’eccellenza e alla bellezza (dare il meglio di sé), educare all’identità (avere rispetto di sé)
  • l’apprendimento di ogni materia inserita nei piani di studio è valutato con una nota da 1 a 6 per ogni allievo;
  • il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media richiede l’ottenimento della licenza;
  • il passaggio dalla scuola media alle scuole superiori o professionali richiede una licenzadi scuola media;
  • la scuola non è una istituzione sociale ma una istituzione educativa.

5) Genitori

  • partecipare alla vita dell’Istituto e essere rappresentati negli organi dirigenziali;
  • le competenze dell’assemblea dei genitori è da ampliare per darle il diritto di designare i sui rappresentati nei consigli d’istituto;
  • libertà di scelta di istituto dove mandare i figli all'interno di un comprensorio;
  • vogliono che: i loro figli vadano volentieri a scuola senza annoiarsi perché si ripete continuamente gli argomenti, o frustrarsi perché non si riesce a seguire; i loro figli si trovino in un ambiente ordinato e disciplinato; i loro figli imparino i fondamenti del sapere: leggere, scrivere, far di conto, con solide conoscenze linguistiche e buon senso critico; i loro figli siano preparati nel migliore dei modi e pronti alla realtà.
Redazione | 25 set 2018 17:42

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