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"Denuncia penosa da ministri con lo spessore della carta velina"

Pronzini commenta la querela sporta dai 4 Consiglieri di Stato: "Come un automobilista che parcheggia sul posto disabili e querela l'agente"

È arrivata poco fa, tramite una nota, la reazione del deputato MPS Matteo Pronzini alla denuncia penale sporta da quattro Consiglieri di Stato - Claudio Zali, Norman Gobbi, Christian Vitta e Paolo Beltraminelli - in merito alla vicenda dei rimborsi spese dei membri del Governo. 

Per Pronzini chiedere al nuovo procuratore generale Andrea Pagani di rimettere mano ai due decreti d'abbandono firmati dal suo predecessore John Noseda è un atto "che qualsiasi altro parlamentare degno della carica che riveste avrebbe dovuto fare", ricordando che "è dovere dei deputati segnalare all’autorità inquirente qualsiasi situazione che presenti apparenza di illegalità".

Riguardo alle accuse di denuncia mendace e calunnia, Pronzini evidenzia che "anche il più sprovveduto dei giuristi potrebbe dirci che la “querela” presentata da quattro consiglieri di Stato è, dal punto di vista giuridico, penosa. Non vi è nemmeno l’ombra di un estremo che possa in qualche modo configurare i reati vaneggiati dai consiglieri di Stato. I quali si comportano come quell’automobilista che, richiamato da un agente di polizia per aver aver parcheggiato con la propria fuoriserie su un posto per disabili, se la prende querelando l’agente di polizia. Siamo a questo punto".

Per il deputato la ragione di questa manovra è chiara: cercare di fare pressione sul granconsigliere e il suo Movimento per il socialismo (MPS)."È ormai la linea sulla quale sono attestati tutti i maggiori partiti, a livello cantonale come a livello comunale (basti pensare alle denunce con le quali si spera di fermare la nostra azione sulla vicenda ABAD a Bellinzona)" commenta Pronzini. "Un tentativo, miserabile, di mettere un bavaglio ad una opposizione che fa il lavoro dell’opposizione e che non si prostra davanti ai diktat del governo. E non solo su questioni di carattere politico, ma anche su questioni che hanno una rilevanza etica fondamentale e attengono al rispetto delle leggi che, per primi, i membri del governo dovrebbero praticare".

Pronzini fa poi notare che "questo attacco" arriva in concomitanza con la diffusione di una perizia giuridica, voluta dalla Commissione della gestione e redatta dal giurista del consiglio di Stato, in merito alla restituzione da parte dei consiglieri ed ex consiglieri di Stato su quanto percepito indebitamente in materia di rimborso spese. "In altre parole", sottolinea il deputato, "forse saremo costretti a pagare quanto indebitamente ricevuto e allora denunciamo chi ci ha denunciato questo fatto. I querelanti dimostrano di avere lo spessore istituzionale della carta velina". 

"Il rispetto della legalità" si chiede infine Pronzini, "soprattutto da parte della massima autorità preposta a vigilare sul suo rispetto, non è forse una questione importante? Strano modo di riflettere da parte dei paladini della democrazia liberale".

 

 

Redazione | 12 set 2018 13:21

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