Accedi
Commenti 7

Risanamento corsi d'acqua, via libera dal Governo

Per far fronte alla penuria d'acqua, il Consiglio di Stato vuole imporre la rinuncia del 4% della produzione idroelettrica

Una foto del letto del fiume Ticino scattata nell'ottobre 2016 mostra una penuria d'acqua più o meno evidente. Una situazione denunciata più volte dal WWF e dai pescatori in diverse zone del Cantone. Ma che ora, è stato spiegato oggi a Bellinzona presentando il relativo messaggio, il Governo ha deciso di risanare. In che modo? Imponendo la rinuncia del 4% della produzione idroelettrica con un indennizzo stimato in 5 milioni annui.

"Attualmente le aziende elettriche possono sfruttare il 90% delle acque che prelevano" spiega ai microfoni di TeleTicino Giovanni Bernasconi della Sezione protezione aria, acqua e suolo. "Per cui la situazione dei corsi d’acqua, anche a causa delle condizioni climatiche in corso, è grave dal punto di vista dei quantitativi del deflusso".

Una scelta ponderata considerando che anche l’idroelettrico è una politica da perseguire? "Certamente questo messaggio è stato preceduto da una fase di studi e di perizie durate anni" dichiara il consigliere di Stato Claudio Zali. "Agiamo con il consenso della Confederazione e che sostiene il costo nella misura del 65%".

Operazione, deputati e ricorsi permettendo, definita da Zali “un atto di riconciliazione con l’ecosistema”. Già oggi, però, c’è chi ha fatto sentire il suo dissenso. In una nota dell’avvocato Franco Pedrazzini a nome di Ofima e Ofible si punta il dito contro il Governo: reo, citiamo, di non avere le competenze per una decisione simile; definita lesiva della democrazia e contro la politica energetica.

"Le aziende sono state coinvolte in fase di consultazione" replica Zali. "Capisco che questa operazione possa essere ritenuta soprattutto da Ofima e Ofible lesiva non di diritti economici perché vengono indennizzati, ma per un’autonomia totale e assoluta che ora si chiede di allentare in favore dell’ecosistema e di tutti i cittadini".

L’idea è di intervenire in 7 punti distinti per i fiumi Ticino, Maggia e Brennom aumentando per l’appunto il deflusso dalle dighe.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

Redazione | 9 ago 2018 19:30

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'