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Una barca fatta di... infradito? Anche un ticinese nel team

Un giovane ticinese sta partecipando a un incredibile progetto che coniuga l'ecosostenibilità e sostegno della manodopera locale africana

Genialità o follia? O tutte e due? E' davvero difficile trovare il giusto compromesso in questa avventura, ma quello che è certo è che dietro tutto questo c'è un cuore enorme. Stiamo parlando della creazione di una barca fatta interamente con materiali riciclati e che viaggerà per le coste africane. Il nome di questa spedizione è eloquente: the FlipFlopi Expedition: flip flop come le infradito, perché questo sarà proprio uno degli oggetti usati principalmente per la costruzione dello scafo, che sarà realizzato in Kenya da artigiani locali con metodi tradizionali, per valorizzare non solo i principi dell'ecosostenibilità e della salvaguardia dell'ambiente ma anche la manodopera locale di paesi in difficoltà economiche.

A partecipare a questo incredibile progetto ci sarà anche il ticinese Matteo Boffa. Il giovane luganese dopo alcuni anni di formazione in banca ha deciso di cambiare vita, diventando un imprenditore di successo e dirigendo alcune start up, tra cui la Etuix di Agno, che sta avendo un grande successo di Dubai grazie alla realizzazione di oggetti di lusso creati con materiale riciclato. 

Matteo, come è nato il tuo coinvolgimento in questo progetto?
Sono stato contattato per aiutare nella costruzione del prototipo della barca, che sarà portata a Dubai per raccogliere i fondi, che ammontano a circa 650mila dollari: mi sembrava un progetto davvero ambizioso e che rispecchia i miei valori. Per questo ho accettato con entusiasmo e senza alcun ritorno economico. Anche perché ho sempre creduto in una beneficenza "attiva", fatta non tanto con le donazioni ma con il proprio lavoro, convinto che questo possa avere ripercussioni ancora più positive.

In cosa consiste esattamente il tuo impegno?
La Etuix fornirà le vele, che saranno create con poster pubblicitari di plastica. A volte è incredibile scoprire quello che si può realizzare con del materiale che all'apparenza sembra solo scarto...

Dal lavoro sicuro in banca alle start up è stato un bel rischio...
Vero, ma è anche la via per essere felice e libero di fare quello che amo di più. E fare parte di questi progetti ti fa rendere conto di come un piccolo impegno possa migliorare la vita delle persone che ci stanno intorno. E se tutti facessero così, il miglioramento sarebbe esponenziale. 

Come ti senti a far parte di questa avventura?
E' fantastico. E' totalmente coerente con la mia filosofia "non spendere per distruggere, ma investire per creare". C'è chi mi dice che è un progetto davvero ambizioso, ma so che questo vuol dire che una volta realizzato la soddisfazione sarà immensa. Ma a dire il vero sono già soddisfatto e commosso nel vedere il coinvolgimento degli artigiani che si sono messi a disposizione nella creazione della barca e nel team che sta raccogliendo i fondi e organizzando le varie fasi della spedizione.

A proposito, chi volesse seguire e sostenere il progetto?
C'è a disposizione il sito internet http://www.theflipflopi.com per avere maggiori informazioni e per sostenere in varie forme il progetto. Peraltro gli sponsor e i alcuni finanziatori potranno partecipare ad alcune tappe della spedizione in barca, che durerà circa 3-4 mesi, partendo da Lamu, sulla costa del Kenya, per arrivare a Capo di Buona Speranza. Probabilmente a breve sarà anche attivo un crowfunding, che darà la possibilità ad alcuni donatori di essere selezionati per venire a bordo con noi!

Per maggiori informazioni su The Flip Flopi Experience clicca qui!

Redazione | 18 lug 2018 12:13

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